Paese dell’ alto Monferrato situato a 224 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Asti, si sviluppa su di una superficie di 1570 ettari ed ha una popolazione di circa 1000 abitanti .
L’ abitato si concentra su di una piccola altura che si trova nella alta valle del
torrente Bormida di Millesimo. - Storia -
Le prime notizie storiche sicure di Bubbio si hanno dal 1142 quando appartenne a
Bonifacio Minore di Cortemilia, figlio di Bonifacio Marchese del Vasto.
Nel 1205 fu ceduto da un altro Bonifacio, figlio del Marchese Anselmo di Clavesana
a Manfredo II di Saluzzo. Furono anni di notevole fervore edilizio, in cui si
configurò l'aspetto attuale del paese.
Un'importante documento del 1321 testimonia la volontà di Oddone IV del Carretto,
figlio di Manfredo II, di donare al Marchese Nano o Nanno di Ceva la quarta
parte di Bubbio insieme ad altri possedimenti, per ricompensarlo dai molti
servizi da lui ricevuti.
Ma l'accordo durò poco in quanto anni dopo Bubbio risulta di nuovo sotto il
dominio di Manfredo III di Saluzzo anch'egli figlio di Manfredi II.
Intorno al 1342 la sovranità della Valle Bormida passò per la prima volta
ai Marchesi del Monferrato.
Un diploma dell'Imperatore Carlo IV di Lussemburgo (Pisa, 3 febbraio 1355),
conferma a Giovanni del Monferrato l'investitura di tutte le terre appartenenti
ai discendenti di Aleramo, tra cui anche Bubbio.
Il paese fu infeudato in parte agli Scarampi di Vinchio e in parte ai Bertrandi,
che vendettero poi la loro frazione agli Scarampi di Cairo, dai quali pervenne
al Marchese di Canelli.
Amedeo VIII di Savoia prese Bubbio ai Monferrini, ma lo restituì con il trattato
di Torino nel 1435: in quella data Bubbio si separò dal vicino paese di Monastero.
Bubbio come tutta la Langa Astigiana, si sentì sempre un'entità autonoma dal resto
del Piemonte e ostacolò con ogni mezzo l'espansione di Casa Savoia.
Nell'aprile 1615 insieme a Vesime e Cassinasco il piccolo paese tentò con le armi
in pugno di impedire il passaggio delle truppe sabaude, che combattevano contro
gli Spagnoli.
In seguito alle guerre di successione l'Imperatore Giuseppe I,
consegnò il Monferrato e la Valle Bormida a Vittorio Amedeo II, Duca di Savoia,
Principe di Piemonte e Re di Cipro.
Il nuovo ordine territoriale determinato dall'unificazione del Piemonte fu
interrotto solo dalla parentesi napoleonica in cui anche Bubbio ebbe
a soffrire il passaggio di vari eserciti.
Gigi Gallareto
Immagini più rappresentative di Bubbio
Il panorama arrivando da Vesime
A centro paese la chiesa di Nostra Signora Assunta, del XVIII secolo