Castelnuovo Belbo

CASTELNUOVO BELBO

Paese dell’ alto Monferrato situato a 122 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Asti, si sviluppa su di una superficie di 940 ettari ed ha una popolazione di circa 1000 abitanti.
L’ abitato si sviluppa su di una piana seguendo la sponda destra del torrente Belbo; sovente ne subisce le alluvioni.
- Storia -
Il toponimo Castrum Novum ad Belbum secondo il Molinari (”Storia di Incisa e del già celebre suo marchesato” Asti ,1810) sarebbe alla origine del nome, individuando in un accampamento romano nei pressi del torrente Belbo il primo stanziamento demico. Considerazioni più attuali indicano con certezza più attendibile la nascita del centro castelnovese come punto di avvistamento e presidio militare del castello di Incisa durante il periodo in cui, intorno al mille, si rese assolutamente indispensabile ritirarsi in ricetti a difesa delle incursioni delle bande di malviventi che vagavano per le campagne.
Il primo documento in cui viene citato un Castrum novum super Belba risale al dicembre 1003 quando alcune terre di località piuttosto distanti dalla valle Belbo furono cedute a tal Rozone, signore di Villa.
Al di la dei dubbi su questo documento, con assoluta certezza è possibile indicare nell’atto di vendita del 9 marzo 1204, stilato in Castelnuovo nel cortile di casa di Oberto Gardino, la prima attestazione riconducibile alla località.
Per tutto il periodo medioevale seguì le vicende del marchesato di Incisa di cui fece parte dal momento della creazione sino alla sua estinzione nel 1514.
Anche l’antico baluardo di Betonia, porzione di territorio posta ai confini con la provincia di Alessandria e a tutt’oggi compresa nel territorio di Castelnuovo Belbo costituì feudo incisiano da sempre fino almeno al 1452 quando insieme con Castelnuovo dovette subire l’assedio di Francesco Sforza che ne distrusse l’antico maniero.
Nel 1499 fu la volta di Gian Giacomo Trivulzio il quale occupò il paese e distrusse le mura del castello.
Dopo la caduta del marchesato di Incisa Castelnuovo passò sotto il dominio dei Gonzaga, i quali lo cedettero nel 1664 al marchese Zanetti.
La popolazione locale entrò subito in conflitto con il nuovo padrone tanto che nel 1675 lo Zanetti passò la mano ad Antonio Trotti la cui famiglia ne restò al possesso, attraverso varie diramazioni, sino alla fine dell’ottocento.
Poiché Antonio Trotti divise il possedimento castelnovese tra le sue quattro figlie ne risultò che, per tutto il settecento e parte del secolo successivo, il paese passò in mano a molte delle più importanti famiglie della alta borghesia lombarda: i Collaredo, i Valperga di Masino, i Serbelloni, i Busca. L’ultima signora presente in Castelnuovo fu la marchesa Busca di Milano che aveva residenza estiva nella cascina di Betonia.
Nel settecento Castelnuovo vide la sua trasformazione urbana con lo spostamento delle abitazioni e delle infrastrutture dalla “rocca” alla parte pianeggiante, ove venne anche costruita la chiesa parrocchiale, un tempo situata nella parte alta in adiacenza al castello.
Dal punto di vista architettonico di importanza sono il palazzo comunale che domina una ampia piazza dalla caratteristica inclinazione oltre ai resti delle antiche mura e all’abside della chiesetta campestre di san Biagio,un tempo parrocchiale antica.
Il paese oggi si presenta con le tipicità di un centro rurale monferrino in cui si evidenziano alcune coltivazioni particolari come le “barbatelle” ( piantine delle viti da uva) e il cardo gobbo, coltivato sulle sabbiose rive del torrente Belbo.
Degne di nota sono poi alcune particolarità gastronomiche che si accompagnano all’ottimo vino locale come le “paclache”, grandi agnolotti cucinati alla festa patronale di San Biagio,la “schisola” un dolce tipico con ricetta esclusiva e cotto nel forno a legna oltre alla polenta e coniglio di cui si festeggia la sagra nella terza domenica di ottobre.
Giuseppe Baldino

INDIRIZZI UTILI
Ristorante Pizzeria IL SOLE ristorazione
Alimentari BALDINO GIOVANNI prodotti tipici

Immagini più rappresentative di Castelnuovo Belbo


Il panorama, arrivando da Incisa


Il campanile della Chiesa parrocchiale


Il municipio del XIX secolo, con davanti una grandissima piazza

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