GIACOMO BOVE
Nacque a Maranzana (AT) il 23 aprile 1852. Visse la sua fanciullezza tra Maranzana ed Acqui Terme dove compì gli studi inferiori poi partì per Genova Sampierdarena dove entrò all'accademia navale a condizioni curiose. La sua famiglia avrebbe pagato la pensione provvedendo il vino alle mense sino al termine degli studi. Uscito brillantemente dall'accademia nel 1872 entrò a far parte della REGIA MARINA come ufficiale.
In quegli anni in cui il Regno d'Italia inviava navi militari a mostrare la bandiera in luoghi remoti a tutela delle comunità italiane, soprattutto dove non esistevano rappresentanze diplomatiche nazionali e ad aprire la strada a successive iniziative di ordine politico - coloniale e commerciale, Giacomo iniziò i suoi viaggi.
Nel 1873 la spedizione (tutta ampiamente documentata) in Estremo Oriente sulla corvetta Governolo ad esplorare le MALDIVE, il BORNEO, MANILA, HONG KONG, il FIUME AZZURRO, la CINA e il GIAPPONE.
Poiché eccelse in zelo e bravura fu scelto come unico rappresentante del Regno d'Italia per partecipare in qualità di idrografo alla importante spedizione del 1878/79 comandata dal geografo svedese Adolf Erik Nordenskiold che voleva aprire la via marittima per passare da NORD a EST attraverso le regioni POLARI ARTICHE e scendere nell'oceano pacifico attraverso lo stretto di BERING. Navigarono mesi e mesi nei ghiacci, consapevoli che prima di loro molte navi naufragarono e valenti esploratori persero la vita in questa ricerca: il passaggio di NORD-EST.
La spedizione fu un successo e per Giacomo fu la fama, il periodo della sua massima gloria con medaglie d'oro ed onorificenze in tutta Italia. Ricevette dal re di Danimarca Cristiano IX la solenne onorificenza di Cavaliere dell'ordine di DANEBROG e anche Maranzana lo festeggiò con una medaglia d'oro.
L'animo dell'esploratore era però costantemente rivolto ad altri viaggi, voleva intraprendere altre imprese, fare altre scoperte. Programmò una nuova spedizione la NEGRI-BOVE, tutta italiana per esplorare l'ANTARTIDE. L'Italia, presa dai suoi problemi, tentennò ma l'Argentina accolse con entusiasmo l'iniziativa e promosse non una ma due spedizioni in quelle terre ancora quasi sconosciute.
La prima volta nel 1881/82 dopo il matrimonio con Luisa Buzzone, esplorò la Patagonia e la Terra del Fuoco.
La seconda volta nel 1883/84 esplorò il territorio argentino delle MISSIONES, il PARAGUAI - il corso del fiume PARANA'-IGUAZU', le province brasiliane del GUAIRA' e del MATO GROSSO, la PATAGONIA e la TERRA del FUOCO fino a CAPO HORN. Vennero fatte ricerche di GEOGRAFIA - ZOOLOGIA - GEOLOGIA. Il viaggio fu un successo ma i grandi onori ricevuti in Argentina si contrappose la tiepida accoglienza del governo Italiano e di coloro che non volevano dare il giusto riconoscimento alle grandiose imprese di questo generoso piemontese che portava alta nel mondo con onore la bandiera italiana. Dovette abbandonare l'idea dell'esplorazione dell'ANTARTIDE poiché in Europa ed in Italia era esploso l'interesse per l'AFRICA.
Partì così nel 1885 con una rappresentanza del governo italiano con una spedizione inglese che si recava in Africa ad esplorare il CONGO ed il suo grande fiume. Con la stessa tenacia esplorò territori sconosciuti, affrontò pericoli ed eseguì ricerche lungo il corso del fiume fino alle "CASCATE DI STANLEY".
Tornò stanco nell'autunno del 1886. Si dimise dalla MARINA ed assunse il comando di una importante compagnia di navigazione "LA VELOCE". L'AFRICA però lasciò il segno, e colpì prima i suoi compagni di viaggio poi lui stesso. Lo assalivano senza tregua febbri altissime a volte per 40 giorni consecutivi, causando disturbi gravissimi ed indicibili.
Non riusciva più a mangiare, bere, dormire. L'ardito esploratore che nei trentacinque anni della sua
Vita seppe meravigliosamente unire la collina al mare, i generosi vigneti di MARANZANA e le amate fertili terre della sua PATRIA con quelle aspre, ignote e rischiose dei poli, delle regioni tropicali ed equatoriali; l'uomo coraggioso che affrontò ogni sorta di pericoli, l'indomabile, l'invincibile; fu domato e vinto dal male, allora inguaribile, contratto in CONGO.
Logorato nel fisico e nello spirito vide se stesso finito, inutile alla famiglia, alla scienza, all'ITALIA
Così il 9 agosto 1887, con un atto estremo, a Verona pose fine alla sua preziosa esistenza.
Ora la salma riposa nella tomba di famiglia nel cimitero di MARANZANA.
Maria Teresa Scarrone, Curatrice del museo e presidente dell'Associazione . "GIACOMO BOVE & MARANZANA"
Per ulteriori informazioni tel. +39-349-5267294
L'Associazione Culturale GIACOMO BOVE & MARANZANA costituitasi allo scopo di divulgare la conoscenza del grande
esploratore Piemontese e delle sue importanti ricerche ed esplorazioni, INVITA alla visita del museo e garantisce
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