Davide Lajolo
Davide Lajolo
Davide Lajolo: la vita e le opere
Davide Lajolo nasce a Vinchio il 29 luglio 1912 da una famiglia contadina.
Studia nei collegi salesiani e consegue la licenza liceale al Liceo Plana di Alessandria. Ama fin da ragazzo la poesia e la letteratura e comincia a scrivere lui stesso.
Affascinato dalla mistica della "rivoluzione fascista", nel 1937 prende parte alla guerra di
Spagna nelle file dell'esercito italiano e scrive il romanzo Bocche dì donne bocche di fucili
(1939). Ottiene un incarico di giornalista ad Ancona. Si sposa nel 1939 con Rosetta Lajolo,
anche lei di Vinchio, proprio nel giorno in cui la Germania nazista invade la Polonia. Nel 1940
pubblica il suo primo libro di poesie Nel cerchio dell'ultimo sole e L'ultima rivoluzione . Poi ancora un libro di poesie Ponte alla voce (1943).
Viene richiamato, con il grado di capitano, per le guerre di Jugoslavia, Grecia ed Albania. Dopo
I'8 settembre 1943, ritorna a Vinchio e prende la tormentata decisione di "voltare gabbana"
e di organizzare la guerriglia partigiana sulle sue colline, riunendo i giovani renitenti alla leva
del suo paese. Diventa così il comandante partigiano Ulisse .
Scrive nel 1945 della guerra
partigiana e della sua conversione in Classe 1912 , poi ristampato con il titolo A conquistare la rossa primavera (1975).
Ne parla anche ne Il voltagabbana (1963), mettendo a confronto
la sua esperienza dal fascismo al comunismo con una vita parallela sempre coerente, quella
di Francesco Scotti.
Subito dopo la Liberazione entra nella redazione de "L'Unità" di Torino e ne diventa caporedattore.
Poco dopo va a dirigere "L'Unità" di Milano per dieci anni, fino al 1958. Molto importante dal
punto di vista politico e umano è stato il viaggio in Cina e l'incontro con Mao Tse Tung e Ciu
En Lai (1956).
Nel 1958 viene eletto, nelle liste del Pci, alla Camera dei Deputati e assume la carica di
Deputato Questore. È vicepresidente della Commissione interparlamentare di Vigilanza sulla
Rai-TV, ottiene la programmazione delle trasmissioni delle tribune politiche e sindacali, a cui
partecipano anche i gruppi di minoranza (1959). È firmatario di proposte di legge sul cinema,
sul teatro e sulla riforma della Rai. Conduce battaglie contro la censura cinematografica. Con
il presidente della Camera Sandro Pertini incrementa la pinacoteca della Camera con opere
di artisti contemporanei. È rieletto per tre legislature fino al 1972.
Rimane comunque legato al mondo del giornalismo, dirigendo il settimanale "Giorni-Vie Nuove"
dal 1971 al 1978 e collaborando a quotidiani e periodici. Dal 1959 è condirettore della rivista
"L'Europa letteraria", diretta da Giancarlo Vigorelli.
Nel 1960 pubblica II vizio assurdo - Storia di Cesare Pavese , tradotto in molte lingue, (Premio Crotone 1961). (La biografia è ripubblicata con il titolo Pavese nel 1984).
Da quel momento Lajolo si dedica in modo più sistematico alla scrittura. Molti sono i suoi libri:
Poesia come pane (1973), I mé (1977), racconti di cui sono protagonisti i contadini del suo paese natale, Veder l'erba dalla parte delle radici , il resoconto drammatico dell'infarto che ha colpito lo scrittore nel 1967, che gli vale il Premio Viareggio per la letteratura 1977, Come e perché (1968), Fenoglio un guerriero di Cromwell sulle colline delle Langhe (1978), una biografia appassionata dello scrittore di Alba, Il volto umano di un rivoluzionario, La straordinaria avventura di Giuseppe Di Vittorio (1979).
Riprende il filone autobiografico con 24 anni - Storia spregiudicata di un uomo fortunato (1981 )
e conduce un dialogo con tre scrittori: Conversazione in una stanza chiusa con Leonardo Sciasia
(1980, Conversazione in una stanza chiusa con Mario Soldati (1983) e Parole con Piero Chiara (1984).
Il merlo di campagna e il merlo di città , Premio Stresa 1983, è l'ultima raccolta di racconti
su Vinchio e su Milano, la città più amata da Lajolo.
Sono importanti anche i libri politici come " I Rossi " (1974) e Finestre
aperte a Botteghe Oscure (1975), che suscita notevoli polemiche.
Scrive per il teatro, "II vizio assurdo" con Diego Fabbri, rappresentato
con grande successo da Luigi Vannucchi per la regia di Giancarlo Sbragia,
e I giorni, gli uomini da Fiori rossi al Martinetto di Valdo Fusi, per il
Teatro Stabile di Torino, regia di Leandro Castellani.
Scrive sceneggiature per il cinema e la televisione: Pavese, il partigiano Johnny, Virginia Wolf,
La torta di Rìccio ,da Una questione privata di B. Fenoglio, L'eremita (da un racconto di Pavese), Il telegramma dal suo racconto La morte del padre, Quel coso a due gambe detto guidogozzano, La strada più lunga (da il voltagabbana ).
Cura la stesura per documentari televisivi ( Gli strumenti del potere, Giuseppe Di Vittorio, Le
Langhe di Cesare Pavese, II confino di Cesare Pavese, I colloqui di Guido Cozzano, il barbaro
(su Fenoglio).
Conduce le trasmissioni radiofoniche Fenoglio con Guido Sacerdote, Voi ed io - dialogo con gli ascoltatori e la rubrica televisiva Tuttolibri.
Nell'archivio sono conservati alcuni testi inediti (poesie e appunti per romanzi e saggi).
L'ultimo suo libro è dedicato agli amici pittori. Gli uomini dell'arcobaleno.
Lajolo muore a Milano il 21 giugno 1984 ed è sepolto a Vinchio nella tomba di famiglia, su cui
è inciso il motto che lui stesso ha scelto:
"Dignità nella vita, serenità nella morte".
Bibliografia
Hanno fatto di Lajolo un personaggio dei loro libri:
Sergio Terzi (Nerone) Davide Lajolo Lui ( Dalla casa dei vivi), Studio d' arte Nerone, Gualtieri ( Reggio Emilia), 1985.
Umberto Eco Il pendolo di Foucault , Bompiani, Milano, 1988
Cesare Zavattini Una, cento, mille lettere, Bompiani, Milano, 1989
Fidia Gambetti Dietro la vetrina dì Botteghe Oscure, Rubettino editore, Soveria Mannelli
(Catanzaro), 1989.
Il convegno, tenuto al Centro Pavese di S. Stefano Belbo nel 1989, ha prodotto gli atti con il
titolo Davide Lajolo poesia e politica, edizioni dell'Orso, Alessandria, 1990, con i saggi di F. Bodini, S. Pautasso, F. Piccinelli, Mario e Mark Pietralunga, B. Pischedda, E. Quercioli, M.
Renosio, M. Venturi.
Corrado Testa Conversando con Ulisse, Saged editore, Alessandria, 1989.
Marcello Venturi Sdraiati sulla linea, Mondadori, Milano, 1991.
Fidia Gambetti Comunista perché, come, Vecchiarelli editore. Roma, 1992.
Ilario Fiore La stanza di Kerenskij, Nuova Eri, Roma, 1994.
(a cura di L. Paolozzi e A. Leiss) Voci dal quotidiano L'Unità da Ingrao a Veltroni , Baldini e Castoldi, Milano, 1994.
Bruno Pischedda Due modernità: le pagine della cultura dell'Unità 1945-1953 , Feltrinelli,
Milano, 1995.
Renato Mieli Deserto rosso, II Mulino , Bologna, 1996.
Massimo Caprara Quando le botteghe erano oscure , II Saggiatore, Milano, 1997.
Cospicua è la rassegna stampa di citazioni su quotidiani e periodici.
Associazione Davide Lajolo

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