Calliano

CALLIANO

Paese del basso Monferrato situato a 258 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Asti, si sviluppa su di una superficie di 1740 ettari ed ha una popolazione di circa1600 abitanti.
L’ abitato si concentra su di una piccola altura alla destra del rio Grana, affluente del Po a Valenza.
- Storia -
Il toponimo Calliano è un prediale formato dal suffisso –anus unito al gentilizio latino Callius. La primitiva attestazione di tal denominazione, successivamente mai variata nella sostanza, compare per la prima volta nel 792 d.C.
La collocazione geografica di Calliano, sulla dorsale di un colle che sbarra, verso nord, la valle del torrente Versa, fu, sin dall’età romana, strategica per il controllo di due importanti vie di comunicazione: la strada che parte da Asti e raggiunge Pontestura e la “via Marenca”, che attraverso Grana, Montemagno e Viarigi punta alla piana di Marengo.
Nel 1041, per mezzo di un diploma imperiale, Calliano divenne presidio del confine fra il Marchesato di Monferrato e il nascente libero comune di Asti.
Questo fu l’inizio di una lunga contesa militare che si protrasse sino al 1206, anno in cui il marchese Guglielmo VI vendette ad Asti il feudo di Calliano.
Al predetto periodo risale la costruzione della romanica chiesa di San Pietro, all’epoca dotata di funzioni parrocchiali: della sua struttura originaria rimane a tutt’ora visibile il catino absidale.
Nel corso del XIII secolo, Calliano fu progressivamente riassorbito nel marchesato del Monferrato; al 1319 risale il primo giuramento di fedeltà prestato dai callianesi a Tommaso I Paleologo di Monferrato.
La posizione di confine del comune callianese venne sancita nel 1457 per mezzo di una transazione con Castell’Alfero: grazie ad essa si stabilì che il torrente Versa costituisse il confine naturale fra la Contea d’Asti e il Marchesato monferrino.
Mentre fervevano i fatti politici, anche la vita spirituale del comune accresceva le sue infrastrutture: la fiancata destra della chiesa confraternita della SS.ma Annunziata, sita dirimpetto l’odierno palazzo comunale, presenta contrafforti e finestre con centina ovale tipici dell’architettura quattrocentesca.
Nel corso del XVI secolo, il matrimonio fra Federico Gonzaga e Margherita Paleologo condusse il piccolo marchesato piemontese nell’orbita dell’importante ducato di Mantova. Ciò si ripercosse sulle vicende di Calliano per un paio di secoli, passando attraverso le distruttive guerre della prima metà del ‘600, sino al 1713, quando, al termine della cosiddetta guerra per la successione al trono di Spagna, il comune passò sotto il dominio dei Savoia.
Durante il Settecento, età di pace relativa, Calliano modificò significativamente il suo aspetto urbanistico: distrutto nella prima metà del ‘600 il castello dei marchesi Scozia, i feudatari locali, fra il 1721 e il 1730 anche la cappella che vi era annessa venne riedificata con forme più ampie ed adeguate per l’adempimento delle funzioni parrocchiali (quelle che stava progressivamente perdendo il precedente e decentrato tempio intitolato a San Felice, ubicato lungo la direttrice che porta a Grana): la chiesa dedicata al Santissimo Nome di Maria fu costruita dal capomastro Martino Donati ma soltanto fra il 1765 e il 1767 la sua pianta di facciata venne portata a termine grazie alla determinante supervisione dell’architetto casalese Francesco Magnocavalli.
Fermarvisi per una visita è un’esperienza consigliabile: al suo interno essa conserva due pregevoli tele di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (“Madonna del Rosario” e “Crocifissione”), l’altare maggiore settecentesco di Bernardo Antonio Vittone (1768) e un organo di Liborio Grisanti (1753-54) ornato da una tribuna e una monumentale cassa lignea i cui motivi floreali in stile rocaille sono attribuibili a Francesco Accattino di Vignale e Francesco Maria Bonzanigo di Asti.
Prima di uscire dal paese, non è male ricordarsi di dare un’occhiata alla struttura tardocinquecentesca della chiesa confraternita di San Michele Arcangelo (eretta in pieno centro) e fermarsi a gustare le salutari acque sulfuree della sorgente Pirenta (in direzione Asti).
Paolo Cavallo
Per saperne di più:
IVANA BOLOGNA (a cura di), Note su Calliano in età moderna, Asti, Provincia di Asti, 2002 (con bibliografia annessa);
PIER CARLO BOTTINO, Un insediamento templare sulla direttrice Asti-Casale, in XVII Convegno di Ricerche Templari, atti del convegno di studi (Abbazia di Chiaravalle Milanese, 11-12 settembre 1999), Edizioni Penne e Papiri, s.l., s.d.;
GIULIANO GASCA QUEIRAZZA, CARLA MARCATO, GIOVAN BATTISTA PELLEGRINI, GIULIA PETRACCO SICARDI, ALDA ROSSEBASTIANO, Dizionario di Toponomastica. I nomi geografici italiani, Torino, Utet, 1990.

INDIRIZZI UTILI
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RISTORANTE DELLA PACE VIA ROMA 44 CALLIANO 0141 928328

Immagini più rappresentative di Calliano


Il panorama, arrivando da Castell' Alfero


La Chiesa parrocchiale del Santo Nome di Maria


Chiesetta storica, all' uscita del paese, verso Penango
La Madonna della neve

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