Capriglio

CAPRIGLIO

Paese del basso Monferrato situato a 231 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Asti, si sviluppa su di una superficie di 510 ettari ed ha una popolazione di circa 200 abitanti.
L’ abitato si allinea su di un ampio crinale , alla destra del Torrente Triversa
- Storia -
Il nome del paese nel tempo si è modificato: Caprilium, Caprile, Craviglio e infine Capriglio.
Lo stemma del paese, nel quarto sinistro in basso raffigura una capra, forse un primitivo abitante di queste impervie colline.
Da rari rinvenimenti si può asserire che l'area era sicuramente già frequentata ai tempi dei romani, ma non si hanno notizie certe e documentate del sito fino al dodicesimo secolo. Unica eccezione è la presenza della chiesa dedicata a san Martino, un santo di origine gallica il cui culto si è diffuso in Italia con l’ invasione dei Carlingi, le cui origini datano fra l'ottavo ed il nono secolo.
Il primo riferimento documentale di Capriglio risale al maggio del 1153, quando Eugenio III papa, a richiesta del Vescovo Anselmo, conferma alla chiesa di Asti "Caprile cum toto suo comitato", lo stesso accade l'anno successivo sotto papa Anastasio IV.
Con documento del 20 Dicembre 1156 il papa Adriano IV prende sotto la protezione della S.Sede la chiesa di Asticon tutti i suoi possessi e privilegi, tra cui "Caprilecum suo comitato, et castro".
Il 6 Ottobre 1164 Federico Barbarossa punisce i Radicati assegnando le terre di Cocconato, fra cui Craville, al marchese del Monferrato Guglielmo. ( Capriglio era parte dell'antica contea di Cocconato sotto i Radicati).
Il 5 Marzo 1186: il Barbarossa investe Ottobono Radicati di Cocconato del feudo di Capriglio. C'è però chi dice che questo diploma, che recita fra l'altro "Caprilii et Bagnaschi con pedaggio et strapasso" sia un falso.
Dubbi non dovrebbero invece esserci in merito ad un documento del 28 Ottobre 1235, firmato come teste da certo Oddonus de Cravillo, quando (Bonifacio, marchese del Monferrato, concede a Roberto Vialardi, podestà di Torino, l'esenzione dei torinesi da ogni pedaggio nei suoi domini. Negli statuti di Cocconato si fa riferimento a Capriglio nel 1249, in occasione investitura del feudo ai conti.
Nel 1277 si ha il primo riferimento certo sul castello di Capriglio, quando si fa riferimento espresso al Castrum de Caprilio (da notarsi come non figuri mai la "g" di Capriglio).
Caprigliese famoso fu Guglielmo di Capriglio, prevosto alla chiesa di san Secondo d'Asti, testimone per parte astigiana nella pace del 1292 fra Asti e il marchese del Monferrato. Lo ritroviamo nel calendario necrologico della cattedrale di Asti nel 1317 "per capitulus huius ecclesie Sancti Secondo Astensis cui presidebat...bone memorie dominus Guillelmus de Caprilio tunquam preparitus".
L'evento più importante del medioevo caprigliese è senza dubbio quello della guerra contro i chieresi del 1329. Un gruppo di viandanti chieresi sono presi e spogliati dei loro averi e trattenuti prigionieri nel castello di Frinco. All'inizio di giugno del 1329 l'esercito chierese marcia su Capriglio, Primeglio e Bagnasco. La fortuna assistette i chieresi che vinsero la battaglia. La vittoria fu facile, al contrario fu difficile tenere le terre conquistate, per cui poco dopo avvenne la restituzione dei feudi ai signori di Cocconato e tutti i prigionieri poterono rincasare.
Nel 1345 l' ecclesia Sancti Martini de Caprilio è soggetta alla pieve di Bagnasco.
Nel 1379 Capriglio è fra i luoghi e le ville sui quali ha giurisdizione il comune di Asti (così si rileva negli statuti di Asti.
Nel 1530 l'imperatore Carlo V conferma ai conti di Cocconato tutti gli antichi privilegi loro concessi in precedenza, tra cui il feudo di Capriglio.
Nel 1620 Cocconato condona l'aumento delle tasse a Capriglio e risale al 1624 l'iscrizione sopra la porta del castello dei Radicati in Passerano dalla quale si legge "Alexander Radicae ex Com. Cocconati ex Condomis Pass-, Primelii, Sclerani, Caprilii et Plebate Cerreti Castriveteris et Marmoriti dominus".
Alcuni feudatari di Capriglio sono stati: dal 1106 i Radicati del contado di Cocconato, dal 1601 Orazio Pallavicino, dal 1688 Giuseppe Bonaventura Dentis, poi Paolo Guglielmo Lodi (1692). Nel 1699 il feudo viene ceduto a Carlo GiovanBattista Siriane, marchese di Pianezza, per passare poi nel 1701 ai Maino e quindi nel 1722 a Giovanni Paolo Miglino per ritornare ai Maino nel 1772 e al conte Ferdinando Sapelli nel 1839.
Claudio Milanesio

Bibliografia
Claudio Milanesio Valorizziamo le nostre colline e i nostri boschi ed. Provincia Asti 2003

Immagini più rappresentative di Capriglio


Il panorama, provenendo da Castelnuovo Don Bosco


Uno scorcio di paese, dalla piazza della Chiesa


Il municipio e la casa natale della Madre di Don Bosco

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