Casorzo

CASORZO

Paese del Monferrato situato a 293 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Asti, si sviluppa su di una superficie di 1260 ettari ed ha una popolazione di circa 670 abitanti.
L’ abitato si concentra su di una piccola altura alla destra del rio Rotaldo, che confluisce nel Po a Bozzole.
- Storia -
Si hanno notizie storiche del paese a partire dal 1164 quando Federico Barbarossa riconobbe, a Guglielmo il Vecchio di Monferrato, il dominio su Casorzo che divenne un caposaldo dell'organismo politico, di tipo feudale-rurale, della casata aleramica, poiché aveva un castello assai forte che poteva garantire la difesa del Marchesato del Monferrato dalla parte dei possedimenti della repubblica alessandrina.
Passò ai Paleologi che, fin dal 1291, in premio di fedeltà ed obbedienza costantemente dimostrata, concessero a tutti i suoi abitanti, l'esenzione dai dazi e dai pedaggi, in qualsiasi luogo del Monferrato.
Sebbene un privilegio antico impedisse che il paese fosse infeudato, fu concesso in feudo agli Zabaldani, dal 1454 al 1594, anno in cui il duca Vincenzo Gonzaga investì della località Giovan Battista Lodrone. Nel 1621 fu venduto a Giovanni Picco Pastrone che ne divenne conte e alla famiglia Picco il paese restò fino alla soppressione dei diritti feudali.
Nel 1708, Casorzo, insieme al ducato del Monferrato, passò ai Savoia, nella persona di Amedeo II, in seguito alla morte di Ferdinando Carlo Gonzaga, ultimo duca di Monferrato. Su Casorzo, dal 1290 al 1394, si era anche esteso il dominio di Asti, quando i signori locali, i "de Casurtio", erano stati cacciati dagli abitanti che si sottomisero poi al Comune di Asti, che era in lotta con il Marchesato monferrino. Però, quando i due belligeranti stipularono la pace, quest'ultimo riebbe Casorzo. Il 6 marzo 1394, la comunità di Casorzo prestò giuramento di fedeltà al Marchese Teodoro nel castello di Moncalvo.
Nel 1642, (quando il Monferrato fu teatro delle operazioni militari tra Francesi e Spagnoli e Casale, alleata degli Spagnoli, fu cinta d'assedio ed espugnata) le soldataglie spagnole, per rappresaglia, incendiarono il campanile della chiesa ove perirono 147 persone. Si trattava di donne, vecchi e bambini che avevano cercato scampo in quel luogo sacro, mentre gli uomini validi si erano nascosti nella campagna. Con tale gesto efferato, il comandante delle truppe spagnole, il portoghese Gregorio Britti, intendeva punire i Casorzesi colpevoli di aver dato asilo ai Grazzanesi, i quali si erano ribellati ai soldati spagnoli che avevano cercato di estorcere loro ulteriori gabelle. Nel registro del parroco (che allora era don Calcagno) sono annotate minuziosamente le generalità di tutte le vittime, seguite da una precisa cronaca della vicenda.
Anna Maria Musso

Bibliografia
"CASORZO: la sua gente, la sua storia, nei documenti e nei ricordi" Anna Maria Musso

INDIRIZZI UTILI
AGRITURISMO CANTAMESSA G. CASCINA MONCUCCHETTO 50 CASORZO 0141 929139

Immagini più rappresentative di Casorzo


Il paese dominato dalla imponente Parrocchia di S. Vincenzo martire (1730)


La Chiesa della Madonna delle Grazie, edificio del 1180,
parzialmente rifatto nell' ottocento


Il palazzo municipale con un bell' affresco


torre

Il panorama di Casorzo dai tetti

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