Cortanze

CORTANZE

Paese del basso Monferrato situato a 300 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Asti, si sviluppa su di una superficie di 450 ettari ed ha una popolazione di circa 300 abitanti.
L’ abitato si concentra su di una altura alla sinistra del rio Riale, affluente del Borbore nei pressi di Asti
- Storia -
L'origine di Cortanze si fa risalire in epoca romana, poiché passava nel suo territorio la strada per Industria (l'attuale Monteu da Po). L'etimologia del nome lo fa derivare da "Curtis", cioè centro amministrativo, economico, autonomo e chiuso, tipico del Medioevo. In alcuni documenti del X secolo viene citato con il nome di "Curtis Anserius o Anseris", dal nome del feudatario, da cui derivò "Cortansero""Cortanze". Il paese è citato, insieme ad altri 15 paesi, nella concessione fatta dall'imperatore Carlo il Grosso nel 885 al Vescovo di Asti, sotto il quale rimase anche durante tutto l'impero di Ottone III.
I Vescovi di Asti, a partire dal 1117, investirono prima i Signori di Montiglio e poi un certo Bonifacio di Cortanze. Durante la lotta tra il Vescovo, il Marchese del Monferrato e il Comune di Asti, Umberto di Cortanze si alleò con il Comune di Asti ed ottenne l'investitura del feudo nel 1198. Estintisi i Signori del luogo, il feudo venne dato dal Vescovo ai conti Pelletta, ricchi banchieri astigiani, la cui linea di Cortanze aveva come cimiero il leone alato e il motto "né troppo né poco".
Essi ebbero il possesso sul castello e sul luogo fino al 1601, anche se il possedimento era diviso tra le tre linee genealogiche. La proprietà del castello era anche dei Roero, che avevano acquistato 1/16 fin dal 1446. A partire dal XVII secolo i Roero acquistarono altre quote del castello, tanto che ai Pelletta rimase soltanto 1/8.
L'antico castello, del quale non si individuano più i resti, era stato costruito presumibilmente nel VI secolo come fortificazione, e venne fatto ricostruire dai Pelletta nella metà del XIV secolo, anche se essi non vi risiedevano che saltuariamente, lasciando l'amministrazione a un castellano.
La fortuna politica dei Pelletta, a causa delle lotte astigiane tra guelfi e ghibellini, li costrinse ad allearsi con i Visconti di Milano, così nel 1386 Gian Galeazzo Visconti inserì Cortanze con altri 13 paesi nella dote della figlia Valentina, sposa di Luigi d'Orleans. Sorse una contesa tra i Visconti ed il Vescovo di Asti, perché quest'ultimo aveva fatto dichiarare Cortanze "feudo pontificio". Soltanto nel 1422 venne ufficialmente riconosciuto il dominio del Vescovo.
Verso la metà del 1500 i fratelli Ercole e Tomaso Roero acquistarono dagli Scarampi le loro quote del castello, compresa la nuova ala appena costruita. Nel 1616 Tomaso acquistò dai Pelletta il Castello e il feudo e nel 1622 venne nominato "Marchese di Cortanze".
Dal 1701 al 1703 il paese venne occupato dalle truppe dei Savoia e durante la guerra di successione austriaca da quelle francesi e poi spagnole. Le sorti di Cortanze furono però decise dal Vescovo di Asti che cedette, nel 1784, tutto il territorio a Vittorio Amedeo III di Savoia in cambio di un congruo stipendio e del titolo di "principe". Entrò così a far parte dell'allora Provincia di Asti e il marchese dovette pagare i tributi al re fino al 1796, quando subentrò il governo francese e poi quello napoleonico. Caduto Napoleone i Roero tornarono sotto i Savoia, seguendo la storia nazionale.
I Marchesi Roero di Cortanze hanno uno stemma rosso a tre ruote d'argento, sormontato da un elmo chiuso a tortiglio e svolazzi, fiancheggiato da due "Ercoli" armati di clava. Il motto è "A bon rendre". Tale stemma venne ufficialmente riconosciuto nel 1613.
Dei Marchesi si ebbero tre linee genealogiche a partire dal succitato Tomaso. Tra i componenti vi furono molti cavalieri di Malta, arcivescovi e generali, tra cui il marchese Ercole Tommaso, comandante del Reggimento d'artiglieria di Cortanze e viceré di Sardegna dal 1727 al 1731. La dinastia si estinse nel 1976 con il 23° marchese della terza linea, il generale Giuseppe Adolfo.
Il castello rappresenta nella configurazione un tipico esempio di architettura piemontese del tardo Medioevo, con la pianta trapezioidale. Pur essendo omogeneo era diviso in due parti: l'ala signorile predominante e con una corte non accessibile dalle altre destinate ai magazzini, scuderie e le ale degli altri alloggi. Ai fianchi sono poste due torri angolari ed è disposto su tre piani, circondato da un parco e chiuso da un muro di cinta.
Venne fatto restaurare ed ampliare nel 1703 dal marchese Ercole Tommaso. Venduto dalla famiglia Roero alla fine dell'ottocento, ebbe diversi proprietari fino all'attuale proprietà, che, avutolo in uno stato di totale abbandono, lo ha restaurato e riaperto.
Le chiese Il primo documento che parla di edifici di culto a Cortanze risale al 1156: attesta l'esistenza di una chiesa, San Pietro. Il registro delle chiese della diocesi di Asti, anno 1345, ne segnala due a Cortanze: San Pietro, già menzionata, e Santa Maria, l'attuale dedicata alla SS. Annunziata. Lo stesso registro parla di una terza chiesa, San Giovanni di Crozarino, piccolo nucleo abitato, dipendente allora dalla pieve di Montechiaro. Quando scomparve questa comunità, il suo territorio con la chiesa passarono a Cortanze.
Il verbale delle visite pastorali, fatta nel 1585 alla sola chiesa di Santa Maria, evidentemente l'unica in funzione, dice che è molto piccola, e quindi si ordina il suo ampliamento o la costruzione di una nuova. Dallo stesso verbale risulta che le chiese di San Pietro e San Giovanni sono in rovina.
La chiesa parrocchiale, costruita negli anni 1668-1695, è dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Giovanni, titolari delle due parrocchiali precedenti. Il suo interno mostra affreschi di Carlo Morgari e decorazioni di Giovanni Lamberti, anno 1938; l'altare maggiore in stucco marmorizzato è opera di Cristoforo Solaro, anno 1770; tra le tele è significativa quella raffigurante " I Diecimila Martiri con San Siro primo vescovo di Pavia" datato 1643, ex voto per lo scampato pericolo della peste; un rivestimento ligneo di epoca barocca, proveniente dalla chiesa del Gesù in Asti avvolge tutto l'interno e la ingentilisce, tanto che da molti la chiesa viene chiamata "un salotto".
La chiesa della SS. Annunziata, l'antica chiesa trecentesca di Santa Maria, si trova all'interno del centro abitato a breve distanza dalla parrocchiale, immediatamente al di sotto di un bastione dell'antico castello. Persa la prerogativa di parrocchiale nel 1695, quando entra in funzione la nuova e attuale parrocchiale, diventa sede della Confraternita dei Disciplinati o Battuti Bianchi. Oggi infatti viene chiamata "Confraternita della SS. Annunziata".
La chiesa reca su di sé tracce numerose delle trasformazioni subite nel corso dei secoli. L'esterno, con caratteri prevalentemente barocchi, mantiene ancora alcuni elementi romanici, specie nella muratura laterale. L'interno, da romanica con ingresso principale sul fianco, si è trasformata in stile goticizzante con volta a crociera e ingresso sull'attuale facciata.
Nel 1741 è stata dotata di un ricco altare in stucco lucido realizzato da Antonio Solaro. Durante i lavori del recente restauro, iniziato nel 1997, sono venuti alla luce negli spicchi del catino in coro e sull'arco adiacente tracce di affreschi databili intorno ai secoli XIV-XV.
Liliana Steffanino - Antonio Brossa

Bibliografia
Liliana STEFFANINO CORTANZE dai marchesi Roero ai giorni nostri 1993.
G.P. Fassino e G.A. Brossa La chiesa della SS. Annunziata in CORTANZE 1999.

PININFARINA

INDIRIZZI UTILI
RISTORANTE CASTELLO DI CORTANZE VIA MARCHESI ROERO 1 CORTANZE 0141 690917
TRATTORIA ANTICHI SAPORI VIA MARCHESI ROERO 22 CORTANZE 0141 901050

Immagini più rappresentative di Cortanze


Il panorama dalla valle sottostante


Il castello del 1300, ora ristorante


Il frontale della Chiesa parrocchiale

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