Giovanni Battista De Rolandis

Giovanni Battista De Rolandis


Giovan Battista De Rolandis

Pochi lo sanno, ma nel tricolore vi sono i colori di Asti. Li ha impressi Giovanni Battista De Rolandis, nato a Castell’Alfero nel 1774. Nel 1790, fu inviato dalla famiglia all’università di Bologna dove arrivavano gli echi della Rivoluzione Francese, infiammando i giovani. De Rolandis ed un altro studente, Luigi Zamboni, nella notte del 14 novembre 1794 distribuirono manifesti e coccarde tricolori allo scopo di sollevare la città e ridarle l'antica autonomia.
I manifesti richiamavano i concetti di uguaglianza, fratellanza, giustizia, ideali che erano allegoricamente espressi nei colori della coccarda, nella quale il verde sostituiva l'azzurro di quella parigina.
Arrestati, Zamboni morì in carcere, De Rolandis fu inviato al capestro il 23 aprile 1796, due giorni prima dell’ingresso di Napoleone a Bologna. La storia patria considera questi due giovani i primi martiri del Risorgimento e padri del Tricolore. Il passaggio dalla coccarda bolognese al Vessillo di Reggio Emilia fu portato a termine dall'avvocato Antonio Aldini, loro difensore durante il processo e successivamente Segretario di Stato di Napoleone.
Aldini suggerì a Compagnoni ed ai deputati della Cispadana di Reggio Emilia (il 7 gennaio 1797) l'uso del verde bianco rosso come nuovo vessillo. Una bandiera per una nuova Italia. Perché questi colori? Il nostro vessillo è erede della bandiera della rivoluzione francese, quindi riprende il messaggio allegorico dei principi di fratellanza, giustizia eguaglianza. De Rolandis e Zamboni sostituirono l’azzurro francese col verde della speranza “per non far da scimmia alla Francia” come spiegarono loro stessi. Il bianco ed il rosso sono poi i colori di Asti e di Bologna, città di De Rolandis e di Zamboni.
Il 7 gennaio 1797 il Tricolore fu riconosciuta dal Congresso Cispadano riunito a Reggio Emilia. Dopo la caduta di Napoleone, e l'abbattimento del Regno Italico, il Tricolore riapparve ancora come vessillo di italianità nei moti del 1821 in Piemonte, nel 1828 in Cilento, nel 1831 ancora in Piemonte, nel 1832-33 a Napoli, nel 1837 a Catania ed a Siracusa, erigendosi ovunque a simbolo di Unità Italiana. Con questa interpretazione venne adottato dai movimenti carbonari e dalla "Giovane Italia" di Giuseppe Mazzini. Nei primi mesi del 1848 le donne di Reggio Emilia offrirono un vessillo tricolore da loro lavorato a maglia agli studenti del battaglione toscano che combattè a Curtatone ed a Montanara e l' 11 aprile dello stesso 1848, data fondamentale, Carlo Alberto dal quartier generale di Volta Mantovana ammainava la bandiera sabauda per innalzare il Tricolore, riconoscendo in esso la Bandiera Nazionale Italiana.

La prima coccarda
La prima coccarda, quella di De Rolandis, è tuttora gelosamente conservata nel Museo degli Studenti dell’Università di Bologna.

Ito De Rolandis

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