Paese del basso Monferrato situato a 403 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Asti, si sviluppa su di una superficie di 1440 ettari ed ha una popolazione di circa 720 abitanti.
L’ abitato é situato su di un ampio crinale al confine tra la collina torinese
ed il Monferrato. - Storia -
La zona venne abitata sin dall’antichità (sono state ritrovate tracce di insediamenti preistorici e romani)
ma è con il medioevo che nasce e si sviluppa Moncucco. Tre castelli dominavano il territorio dell’attuale
comune: Moncucco, Pogliano e Vergnano. Oggi resta solo quello di Moncucco mentre gli altri due furono
distrutti.
La storia del paese si identifica con la storia del castello.
Il castello di Moncucco, così come si presenta ora, risale ai secoli XIV-XV, ma porta su dì sè
i segni evidenti di ampliamenti e modifiche del XVIII e del XIX secolo. E' un edificio grandioso ancora
recintato da solide mura. Una torre di notevoli dimensioni sporge da una delle fiancate, mentre una seconda
è posta al centro dell'edificio, come raccordo fra le due maniche del castello. Esso domina il paese e da
esso si può ammirare un magnifico paesaggio che dalle colline del Monferrato si estende alle colline del
Piemonte meridionale e a quelle torinesi, a Superga e all'arco alpino.
La prima attestazione dell'esistenza del castello di Moncucco è contenuta in un diploma imperiale del
5 ottobre 1164. In esso l'imperatore Federico I confermava al marchese di Monferrato una lunga serie di
possedimenti già nelle sue mani, fra cui appunto il castello di Moncucco.
Signori del luogo fra XII e XIV secolo furono gli Avvocati del Vescovo di Torino. Essi si occupavano di
proteggere gli interessi vescovili in campo civile e con tale incarico li troviamo presenti ad importanti
avvenimenti della storia piemontese di quel periodo. Nel '200 nacquero in questo castello due cavalieri
templari: i fratelli Nicolao e Iacopo. Il primo fu arrestato e processato nell'isola di Cipro; il secondo
ricoprì la carica di Gran Precettore d'Italia dell'Ordine del Tempio. A partire dalla seconda metà del '200
i Signori di Moncucco si trovano ad essere via via sempre più assoggettati al Comune di Chieri, col quale
nel 1258 venne stipulato un patto di alleanza. Il legame con Chieri fu seguito, fra la fine del XIII e gli
inizi del XIV secolo, da un periodo di instabilità politica al termine del quale Moncucco si ritrovò a fare
parte del Marchesato di Monferrato fino al 1631 quando, in seguito al trattato di Cherasco, entrò a far
parte del Ducato di Savoia. La Chiesa di Torino continuò però a possedere diritti su Moncucco e concesse
investiture ai Della Fraita (1303) e ai Balbis (1345). Nel 1413 l'imperatore Sigismondo confermò il possesso
di Moncucco ai Marchesi di Monferrato che nel 1442 diedero il feudo ai Solaro di Chieri. La giurisdizione ed
il possesso del castello vennero poi suddivisi in terzi. Uno di questi terzi nel 1490 fu alienato alla famiglia
nobiliare casalese dei Grisella, che nel corso di fasi successive acquistò anche le altre porzioni del feudo.
Essi mantennero la propria giurisdizione su Moncucco fino alla metà del XVIII secolo. Ad essi subentrarono,
attraverso complesse vicende altre famiglie nobiliari. Nel 1662 un terzo del feudo fu ceduto dai Grisella a
Tomaso Luigi Scarampi di Monale dal quale passò nel 1736 a Eleonora Margherita di Saluzzo Scarampi, baronessa
di Cardè e contessa di Moncucco e Monale, che nel 1748 lo cedette ai Carron di San Tommaso, Marchesi di Avigliana.
Con l'estinzione della linea principale di questa famiglia nel 1794 Moncucco fu infeudato a Tommaso Solaro di
Govone. Alla sua morte, avvenuta nel 1822, il castello passò alla nipote Tommasina. Quando nel 1837 essa morì
il castello passò alla famiglia del marito, il conte Luigi Melano di Portula.
Nel 1855 venne acquistato dall'Amministrazione Comunale, cui tuttora appartiene.