San Paolo Solbrito

Storia di San Paolo e di Solbrito (At)

La storia di questo paese è ricavata dalla "Corografia Astigiana" opera che l’ avv. Gian Secondo De Canis scrisse tra il 1814 ed il 1816. Il manoscritto è conservato presso la Biblioteca Consortile Astense.
San Paolo e Solbrito solo in questi ultimi anni si sono aggregati in un unico paese ma sono sempre stati indipendenti ed autonomi ed hanno vissuto storie diverse.
Storicamente i due abitati devono essere trattati separatamente.
San Paolo
Sul finire del XII secolo le terre del contado di Porcile furono distrutte dagli astigiani e le varie famiglie si trasferirono sul territorio di San Paolo.
Con il consenso degli astigiani queste terre furono riunite al vecchio castello di cui era investito Rolandino Bergognino.
I Bergognini di Asti continuarono a possedere S. Paolo sino all’estinzione della loro linea, nel XV secolo, quando passò alle dirette dipendenze della città di Asti.
Nel 1553 l’ esercito francese del maresciallo De Brissac assediò Valfenera ed il generale spagnolo Suarez de Figherra tentò di portar loro aiuto partendo dal suo quartier generale di Asti e con forze imponenti marciò verso San Paolo per la strada di Villafranca e Belotto.
I francesi per bloccare il nemico spostarono ingenti truppe tra Solbrito e Villafranca.
Dopo poche schermaglie, quando gli spagnoli si resero conto che il territorio era occupato vantaggiosamente dal nemico, rinunciarono all’ impresa. Il territorio di San Paolo non vide un grande fatto d’ armi, ma non soffrì neanche i terribili disastri della guerra.
Nel 1622 il duca di Savoia lo diede in feudo ai Ricci ed ai Bava, che lo tennero fino alla discesa di Napoleone in Italia.
Lo scrittore fa poi una descrizione del territorio e del paese come si presenta all’ inizio del secolo XIX.
“L’antico castello ...... trovasi isolato sur un picciol colle verso levante della terra. Le case di S. Paolo son tutte moderne e presentasi bene ed ordinatamente formando diverse contrade; la chiesa parrocchiale è di recente struttuta, e nulla ha d’osservabile salvo la tavola del Rosario che è del Caccia detto il Moncalvo.
Sono rimarcabili la casa degl’eredi dell’avvocato Gaij, ed il castello detto Gentile da un antica famiglia di tal nome che lo possedea.”

Solbrito
Solbrito si trova nominato per la prima volta nell’anno 938, quando Bruningo, vescovo di Asti, cambiò diversi beni con Adalberto figlio d’Oberto conte di Asti.
Si trova nuovamente menzionato in un atto del 1153 quando un certo Gioanni de Sulberico cede ad Anselmo, vescovo d’Asti, i diritti che aveva in tutto il "Comitatu Sulberici".
Nel 1169 il papa Alessandro III, confermando alla Cattedrale ed al vescovo di Asti tutti i loro diritti e domini, cita anche Solbrito.
Solbrito, con i suoi abitanti, concorse alla fondazione di Villanova per cui in quel periodo la sua popolazione diminuì notevolmente.
I Bergognini, i Baudrani, e dal 1377 i Malabaila furono successivamente i vassalli del luogo. Questi signorotti, anche se formalmente dipendevano dalla giurisdizione di Villanova, in realtà avevano una notevole autonomia.
Solbrito dipendendo da Asti, con la città passò in dote a Valentina Visconti e successivamente al marito, duca di Orleans. Nel XV secolo, sotto il governo dei duchi d’Orleans e sotto la reggenza di Filippo Maria Visconti, per il paese vi fu un periodo di tranquillità.
Poichè Solbrito è situato sulla strada che collega Asti a Torino, nelle guerre tra Francesco I e Carlo V il paese fu il bersaglio di tutte le potenze belligeranti.
Nel secolo successivo in occasione dei diversi assedi a Villanova, Solbrito fu occupato con alterne vicende da francesi, spagnoli e savoiardi e subì svariate angarie.
Subì parecchi danni anche all’ inizio del 1700 in occasione del passaggio delle truppe tedesche che marciavano a soccorrere Torino, assediata dai francesi.
Lo scrittore fa poi una descrizione del territorio e del paese come si presenta all’ inizio del secolo XIX.
“Queste colline son le prime dell’astigiana che s’incontrano dopo la vasta pianura del Piemonte; esse sono competentemente fertili, non meno che la sottoposta valle del torrente Traversa che scorre al levante della terra.
Sulla sinistra di questo torrente alla distanza d’un buon miglio da Solbrito giacciono le rovine dell’antica villa e castello di Traversole, che il nome tolse certamente dalla vicina Traversa. Di questa villa fanno menzione un atto di donazione, che nel 1113 fece il Vescovo d’Asti S.Landolfo al monastero di Sant’Anastasio……… .......... le rovine del castello di Traversole sono sur un picciol colle rotondo, ed appajono ancora vari rottami di muraglie.”

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