Giovanni Botero nasce a Bene Vagienna (Cuneo) nel 1544, ma la data è incerta.
Entra giovanissimo nella Compagnia di Gesù, studiando nei collegi di Palermo, Roma, Amelia e Macerata.
Nel 1565 viene inviato in Francia per insegnare retorica dapprima a Billom, quindi a Parigi.
Quattro anni dopo viene richiamato in Italia, ove risiede nelle città di Milano, Padova, Genova, ancora Milano, Torino.
In questa città gli viene negata per la seconda volta la professione dei voti.
Botero richiede allora di essere dimesso dalla Compagnia.
Dal 1581 si pone al servizio di San Carlo Borromeo fino alla di lui morte, avvenuta nel 1584.
Dopo una breve missione in Francia (1585) per conto di Carlo Emanuele I, diviene segretario del giovane Federico Borromeo,
che accompagna a Roma nel 1586.
Durante il lungo soggiorno romano, che dura ben 14 anni, scrive le sue opere maggiori: Delle Cause della Grandezza delle città (1588),
la Ragion di Stato (1589)
la prima parte delle Relazioni Universali (1591).
Frontespizio della Ragion di Stato
Alla fine del 1599, Carlo Emanuele I lo chiama alla corte di Torino in qualità di precettore dei figli Filippo Emanuele,
Vittorio Amedeo ed Emanuele Filiberto.
Tra il 1603 e il 1606 accompagna i figli del duca in Spagna.
Legata al lavoro di precettore è la raccolta delle biografie di personaggi illustri: I prencipi del 1600
Prencipi cristiani in due parti, lavoro realizzato tra il 1601 ed il 1603.
Nel 1604 riceve il titolo di abate di San Michele della Chiusa.
In qualità di precettore dei prìncipi Maurizio (futuro cardinale) e Tommaso resta sempre a Torino.
Gli viene riconosciuto il titolo di consigliere e primo segretario dei Savoia.
Muore a Torino nel 1617.
Altre sue opere importanti sono:
De regia sapientia del 1583
Aggiunte alla Ragion di Stato del 1598
Relazione della repubblica veneziana del 1605
Detti memorabili di personaggi illustri del 1608.