Paese del Monferrato Casalese situato a 120 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Alessandria,
si sviluppa su di una superficie di 1670 ettari ed ha una popolazione di circa 1700 abitanti.
L’ abitato si sviluppa in una pianura dominata da pioppeti e colture cerealicole, è posizionato alla
destra del fiume Po. Rappresenta il territorio di transizione tra il
Monferrato e la Lomellina. - Storia -
Sicuramente occupato da popolazioni celtiche in epoca romana era interessata dalla
Strada di Antonino Pio che provenendo da Ticinum (Pavia);
per Lomello, Cozzo arrivava a Carbantia (quasi sicuramente l'attuale Balzola) per
Rigomago (Trino vecchio, Ceste, Quadrata e Augusta Taurinorum). Infatti nel territorii
balzolese si sono trovate necropoli, con tombe arredate, ed anche armi (forse deranti
dagli insediamenti romani e della battaglia nei Campi Raudii, a nord della Costa).
Il toponimo - secondo elementari interpretazioni ottocentesche - potrebbe derivare
dalle "balze del Po" (un ramo forse esisteva poco prima dell'anno 1000); ma è più
attendibile la derivazione dal vocabolo barbarico "balbatio" o "baltio" equivalente
a "terra bassa ".
Il nome "Balçola" lo si ritrova in note altomedievali come appartenente ai Vescovi
di Vercelli e poi a piccoli vassalli.
I figli di Guidone di Balzola si erano schierati (con molti altri) a fianco del
margravio Arduino d' Ivrea,e dopo la sua caduta vennero esautorati.
Balzola appartenne pertanto alle famiglie
cellesi dei Tizzoni (ghibellini) e Avogadri (avvocati della Chiesa, guelfi).
Poi fu dei Corradi di Lignana, dei Biandrate, e nel '600 dei Fassati prima con titolo
comitale e successivamente marchionale).
I marchesi di Monferrato, di stirpe Aleramica possedevano, forse per
sicurezza maggiore, anche la riva sinistra del Po, e pertanto Balzola seguì le
sorti delle vicende derivanti dal passaggio nel 1305 dagli aleramici ai Paleologi di
Bisanzio.
Fu quindi soggetta ai Visconti (come Casale) e donata, su pressione di Facino Cane,
da Caterina Visconti al marchese Teodoro II Paleologo (ma nel 1376 Galeazzo
Visconti l'aveva infeudata ai Tizzoni).
Insensibile fu certo il passaggio dai Paleologi ai Gonzaga di Mantova, dopo la
denitiva sentenza di Carlo V nel 1536.
Alla fine del '500 Vincenzo I Gonzaga aveva fatto costruire l'imprendibile
cittadella stellare di Casale, attorno alla quale si consumarono ben quattro lunghi
assedi da parte dei savoiardi di Carlo Emanuele I e degli spagnoli del vicino
Stato di Milano.
A cominciare dalla guerra scatenata dal duca di Savoia nel 1613 per la successione
al ducato di Mantova e Monferrato, il territorio balzolese subì occupazioni e soprusi
da ciascuna della parti in guerra, anche dai francesi in lotta per la
supremazia in Italia.
Il borgo subì gravi infezioni di peste portata dai soldati, tanto che con atto
notarile (15.11.1652) la comunità si dedicava alla protezione di S.Rocco.
Con l'esautorazione del duca Ferdinando Carlo Gonzaga la zona passava a Vittorio
Amedeo II, come l'intero Monferrato, ed i Fassati erano i feudatari di Balzola.
In paese esisteva una chiesetta antica dedicata a S.Michele (protettore della
nazione longobarda) ed i Fassati la fecero ricostruire abbellendola con quattro
grandi tele, del Guala, il più importante pittore del settecento piemontese.
I Fassati si impegnavano altresì nella erezione della grande chiesa parrocchiale
dedicata a S.Maria Assunta, su progetto del conte Ottavio Francesco Magnocavalli
(consacrata il 20.9.1778).
Nel 1784 veniva autorizzata la creazione dell'Ospedale degli Infermi "S.Giovanni
Dio", pia istituzione ben funzionante anche ora.
Con l'occupazione francese del 1799 a Balzola si insediò il primo "maire"
(sindaco), il dott.Giuseppe Grignolio e come segretario il notaio Carlo Girardino.
Alle guerre napoleoniche parteciparono numerosi balzolesi, fra i quali gli
ufficiali Francesco (morto a Dresda) e dott.Dalmazzo Sancio, fratelli.
Il dott.Salcio già medico militare nell'Armée d'Italie, fu appassionato
storico dell'ambiente casalese ed umanista di valore (al suo nome è intitolata
ora la Biblioteca Comunale).
Con la caduta di Napoleone il Piemonte ritornava ai Savoia, ed a Torino fecero capo
tutte le attività personali e sociali dei balzolesi.
A Balzola esisteva il castello dei Tizzoni, trasformato nei secoli e riadattato alla
fine del '700 dai Fassati; mai abitato ed andato in gran parte in fatiscenza.
Negli anni '30 il comm. Giovanni Grignolio (concessionario FIAT a Torino) faceva erigere
un bel castello in stile neo-gotico, che rosseggiante nei mattoni a vista
troneggia ancora ora.
Idro Grignolio
autore del libro : "Balzola nella storia del Vercellese e del Monferrato"
Editore: Donna e Giachetti
Immagini più rappresentative di Balzola
La parrocchia dell' Assunta, sul campanile una data : 1774