frassinello monferrato

FRASSINELLO MONFERRATO

Paese del Monferrato Casalese situato a 261 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Alessandria, si sviluppa su di una superficie di 850 ettari ed ha una popolazione di circa 7000 abitanti.
L'abitato si addensa attorno al castello, eretto in posizione dominante, sviluppandosi per linee concentriche, con strade in parte ancora delimitate dalle antiche mura, estendendosi poi sui crinali opposti. E’ situato sulla riva sinistra del torrente Rotaldo.
- Storia -
II toponimo Frassinello riflette uno dei tanti fitonomi latini connessi fraxinus "frassino",indicante luogo dove questa utile pianta era prevalente. La documentazione medioevale riporta Frascenedellum, Frasinellus, Fraxenellus, Fraxinel, per attestarsi nel XVI secolo su Frasinelli e Fraxinelli, perfettamente in connessione con la forma dialettale Frasinè. Un'ipotesi affascinante collega il toponimo alla presenza dei saraceni nella zona. Proprio nel castro Frascenedello, secondo il cronista della Novalesa, sarebbe stata annientata nel 964 un'orda di predoni saraceni. Gli arabi, provenienti da Le Garde Freinet in Provenza, verso il 930 attraversarono le Alpi depredando vari centri del Piemonte. Da questo rifugio partivano per le loro scorrerie in Lomellina guadando il Po nei pressi di Frassineto, confermando la tesi che i saraceni chiamassero i luoghi dei loro stanziamenti con il nome del centro della loro provenienza.
L'abitato di Frassinello sorse nella posizione attuale solo in epoca tardo-medioevale; i primi insediamenti si trovavano rispettivamente presso la "ecclesia S. Georgii, un'altura a nord-ovest del castello tuttora centro abitato, e sul luogo dell'antico fondo rurale di Santa Maria, ad est del concentrico in posizione dominante. In quest'ultima località esisteva l'antica "Sala de Fraxinello", insediamento di chiare origini longobarde sorto su una mansio romana vicina al castello di Lignano, come testimoniano i laterizi tombali affioranti durante le arature. Qui sorgerà nel XII secolo anche la prima chiesa di Frassinello, S. Maria de Sala de Fraxinello,
mantenendo il predicato longobardo, menzionata negli estimi della diocesi di Vercelli e dopo il 1474 fino al Settecento nelle Visite Pastorali dei vescovi casalesi. Le pestilenze e la precaria sicurezza causata dai saccheggi e razzie nelle campagne costrinsero gli abitanti ad abbandonare questi insediamenti isolati per trovare un più sicuro rifugio nel ricetto sorto attorno al castello, mentre i signori di Lignano ne rafforzarono le sue difese con un solido perimetro di mura e torri angolari. Di questo impianto rimangono ben conservate testimonianze, come pure delle antiche origini confermate dalla parte superiore di unastele funeraria rinvenuta in loco, la cui epigrafe assegna il defunto Lucio Herennio alla tribù Pollia censita nella IX Legio Augustea comprendente il territorio di Vardacate.
950 - E' la data della prima citazione storica su Frassinello, quando risulta infeudato con la vicina Celle a Manfredo conte di Lomello, per essere poi assegnato, nel 1033, al vescovo di Vercelli. Sarà però il diploma dell'imperatore Enrico VIII (1041) che, riconoscendo a Pietro, vescovo di Asti, la metà di Frassinello "cum castro, corte et capella", inizia a dare una precisa identità al primitivo nucleo.
1116 - Enrico V conferma, su supplica del vescovo di Vercelli, a Guidone e Gerardo Cane (de Canibus) ed al consortile di cui fanno parte autorità piena (omnem honorem et districtum) sugli abitanti del territorio di Celle, Frassinello, Fubine, Cuccaro. Gli arimanni (uomini liberi) della zona dovranno presentarsi al loro placito ed accettarne il giudizio. I termini in cui il documento è redatto sembrano palesare più che una nuova concessione una conferma di diritti da tempo esercitati dalla consorteria.
1164 - L'immunità accordata da Enrico V ai consignori è già in discussione poiché tra i luoghi compresi nel diploma di Federico Barbarossa a favore di Guglielmo di Monferrato c'è anche la "terra dei nobili di Celle ", quindi diventano vassalli dei marchesi aleramici.
1186 - L'Imperatore Federico I concede al consortile, in cambio della loro fedeltà e devozione, l'autorità sugli abitanti; nuova conferma dei diritti nel 1216 dallo stesso Imperatore a Gerardo e Guido de Canibus sul consortile comprendente Frassinello.
1229 - Bonifacio II di Monferrato, da anni in ostilità con Alessandria, si scontrò con le truppe nemiche in una cruenta battaglia nella vallata del Rotaldo tra Frassinello e Vignale, nella località oggi denominata Vallemaggiora. La sconfitta fu grave, con molte perdite e oltre mille uomini prigionieri degli alessandrini. 1270 - Guglielmo VII entra in possesso, per loro donazione, della metà dei castelli e luoghi di Celle, Rosignano e Frassinello con la giurisdizione ed i poteri connessi. Il marchese reinveste i donatori di quanto ricevuto, che così diventano suoi vassalli, è il primo atto formale di sottomissione dei signori del consortile ai marchesi di Monferrato.
1278 - Compare nella nostra storia il personaggio che originerà la dinastia feudale legata a Frassinello per oltre cinque secoli: Alinerio , detto Barloffa, venuto in Monferrato dalla Fiandra per motivi d'armi o traffici di casane (banche). Del ramo dei conti di Namur, i suoi discendenti si chiameranno Namorso o Nemorso, solo più tardi francesizzeranno il cognome in Nemours. Lo stemma è simile a quello di Namur e di Fiandra: "un leone negro caricato di banda rossa in campo d'oro ".
A Barloffa di Frassinello sono delegate funzioni di soprintendenza su bonifiche di terreni nell'ambito dei patti tra Guglielmo VII il Grande e gli abitanti di Sarmazia che intendono fondare Borgo San Martino.
Nello stesso anno viene infeudato di parte di Olivola e, dallo stesso marchese, nel 1289 viene investito anche di Frassinello e Lignano.
1305 - Ugo Gallibertus e Gandulphus Gallia rappresentano il feudo di Frassinello nella delegazione inviata a Costantinopoli alla corte di Violante sposa dell'Imperatore Andronico II Paleologo, e sorella del defunto marchese Giovanni, per rispettarne le volontà riguardanti la successione.
1338 - Cesare Lodovico Nemours nel 1681 affermava che i suoi antenati sarebbero stati "soli vassalli del feudo di Frassinello sino dell'anno 1338", ma ancora nel 1419 altri consignori quali i Colombo di Cuccaro, discendenti dei beneficiati nel diploma di Enrico V, detengono ragioni feudali sul luogo e possiedono parti del castello. La situazione si rinnoverà nel 1594 , quando il matrimonio di Laura, unica figlia di Massimiliano Nemours porta in dote un quarto di feudo al marito Guglielmo Pavaranza, ed alla morte di questo viene venduto ad Annibale Roero, avvocato e Senatore casalese. Il contenzioso tra gli eredi delle due parti si protrarrà per circa un secolo, sostenendo i Nemours che il feudo è inalienabile e quindi può essere trasmesso solo per successione, ma rientreranno nel pieno possesso solo nel 1698.
1431 - Frassinello subisce con Vignale ed altri centri vicini il saccheggio e la devastazione portata dalle truppe di Francesco Sforza, capitano dell'esercito di Filippo Maria Visconti Duca di Milano, in lotta contro Gian Giacomo Paleologo.
Il poco materiale archivistico su Frassinello fino ai primi decenni del seicento non presenta notizie di spicco. Oltre alle investiture le vicende storiche sono legate agli avvenimenti che vive il marchesato di Monferrato durante il flagello delle pestilenze e delle rovinose guerre di Successione, mentre localmente sono intessute dalle interminabili liti intraprese dalla Comunità per far valere i pochi diritti contro lo strapotere feudale, oggetto del contendere la facoltà di riunirsi liberamente, la gestione di forni e mulini.
1610/1680 - Vengono edificati o ricostruiti tutti gli edifici religiosi nel territorio. Il progetto di ampliamento della parrocchiale e la costruzione della chiesetta campestre di San Bernardo, opera barocca in laterizio scoperto, mirabile nelle proporzioni e negli assi prospettici, sono opera di Sebastiano Guala.
Nato a Frassinello da famiglia di notabili, vestì l'abito talare con il titolo di canonico nella Collegiata di Santa Maria di Piazza in Casale, sotto la cui cura era la parrocchia di Frassinello. Dilettante di architettura, progettò altri edifici religiosi a Casale: S. Stefano, S. Giuseppe, S. Filippo chiesa ducale, S. Maria sulle Mura, e fuori città la chiesetta di Pozzo S. Evasio, opere che ancor oggi testimoniano il suo ingegno.
1600 - In questo secolo la Comunità di Frassinello non assiste solo alle lotte e diatribe tra i Consignori ma, prima il duello tra Savoia e Gonzaga, poi le varie fasi della lotta tra Francia e Spagna si traducono in continue operazioni di guerra. Di conseguenza si avranno ripetute occupazioni dei paesi, anche brevi, ma sufficienti per lasciare disastrose tracce di rovine e di saccheggi ad opera delle soldataglie di turno.
Le conseguenti carestie provocheranno nel 1630 la famosa epidemia di peste che ne falcidierà la popolazione, inoltre il protrarsi della penuria di viveri condizionerà per un ventennio la grama esistenza dei superstiti.
1625 - II 20 luglio le truppe spagnole del duca di Feria sono di stanza a Olivola e Frassinello, e riporta la cronaca: "non portarono rispetto nè alle robbe, nè alle persone, e rubbarono gran quantità di bestiame, diportandosi come i più fieri nemici" obbligando gli abitanti a rifugiarsi a Casale o paesi più sicuri. 1641 - Truppe della cavalleria spagnola al comando di Don Diego Sayavedra alloggiano a più riprese in paese e terre vicine portando nuove miserie e lutti. Le stesse soldataglie nel 1647 saccheggiano Lignano.
1650 - E' il turno delle truppe francesi del Marchese di Uxelles che requisiscono cavalli e bestie da macello. Nel 1652 la fanteria spagnola del Marchese di Caracena saccheggia Lignano e cascine vicine.
1657 - Tornano i francesi che, saccheggiati Moncalvo e Ottiglio, giungono a Frassinello dove, secondo il Bramio: ”facendo moltissimi danni tanto contro li abitanti et le donne, quanto non avendo rispetto alle medesime nè alle Chiese". Tornano il giorno successivo e "fecero molti prigioni i quali per liberarsi dovettero pagare una doppia per caduno".
1698 - Una sentenza esecutiva del 1° luglio risolve l'annosa lite originata dalle alienazioni di Massimiliano Nemours e proseguita contro i Roero obbligando il barone Roberto Roero di vendere ai Nemours la sua metà del castello e giurisdizione. La cessione, avvenuta il 29 luglio 1698, consente il ritorno del pieno possesso del castello e Contea ai Nemours, titolo concesso da Carlo Gonzaga nel 1682.
Importanti lavori di ampliamento trasformeranno il vetusto maniero difensivo in residenza signorile. 1750 - Ricerche recenti confermano che da questa data la Comunità frassinellese con voto pubblico elesse come Patrono S. Spiridione, invocato a protezione dei raccolti. Spiridione, vescovo greco originario di Creta viene onorato come Patrono di Corfù ma il suo culto è diffuso in tutta l'area mediterranea. Da allora, ogni anno la ricorrenza viene celebrata il 4 maggio con solenne cerimonia religiosa e spettacolo pirotecnico serale.
1800 - Oltre 12000 austriaci delle truppe del Generale Melas, forse in rotta dopo la disfatta di Marengo (14 giugno) si accamparono per alcuni giorni presso il fondo di S.Maria lasciandovi parecchi morti e feriti, arrecando nuovamente grande disagio alla popolazione.
1838 - Alla morte del Conte Giacomo Nemours ultimo discendente della Casata fondata da Barloffa, avvenuta il 1° marzo 1838 senza prole, sono trasmessi alla nipote Camilla, maritata nel 1787 al Conte Giuseppe Ignazio Sacchi i beni, il titolo e lo stemma che perverranno in seguito al figlio di Camilla, il Conte Teodoro capostipite dei Sacchi-Nemours.
Testo scritto da Mario Cravino nel marzo 2004

INDIRIZZI UTILI
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Immagini più rappresentative di Frassinello Monferrato


Da Olivola, il panorama al tramonto


Scorcio di paese


Lo stemma municipale


La cappella barocca di San Bernardo


Il castello di Lignano, ora azienda enologica

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