villanovamonferrato

VILLANOVA MONFERRATO

Paese del Monferrato Casalese situato a 111 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Alessandria, si sviluppa su di una superficie di 1660 ettari ed ha una popolazione di circa 1800 abitanti
L’ abitato si sviluppa in una pianura dominata da pioppeti e colture cerealicole, è posizionato alla destra del fiume Po. Rappresenta il territorio di transizione tra il Monferrato e la Lomellina. E’ sede di una importante risiera.
- Storia -
Le ipotesi circa l'esistenza di un insediamento sotto il dominio dell'Impero di Roma, sono suffragate da ritrovamenti, documentati sul territorio, di reperti archeologici (monete, oggetti e vasi funerari).
Il sito di Villanova era posto inoltre tra villaggi di certa esisten- za. Una importante via di comunicazione diretta a Pavia attraversava le campagne a nord dell'abitato attuale. Tratti significativi sono venuti alla luce, in occasione di scavi, come pure sono stati trovati i resti del ponte in muratura sul fiume Sesia.
Con l'evangelizzazione di gran parte degli attuali Piemonte e Lombardia ad opera del Santo Vescovo Eusebio (IV° secolo) si ritiene abbia inizio la plurisecolare dipendenza da Vercelli.
La tradizione orale, ma anche illustri storici, fanno risalire al VII° secolo l'edificazione della prima Chiesa di Villanova, voluta dal nobile Emiliano II°, Vescovo di Vercelli e feudatario del borgo. Il Tempio fu dedicato al predecessore Emiliano I° confessore (eremita, eletto Vescovo per acclamazione dei fedeli nel V° seco- lo).
La costruzione della Chiesa, l'importanza religiosa e civile di Emiliano II° depongono a favore dell'esistenza, già nel VII seco- lo, di un abitato di non scarsa rilevanza.
I primi documenti a noi pervenuti che confermano l'esistenza di un importante centro, risalgono alla fine del XII° secolo. Nel documento vergato dai Consignori di Vercelli il 15 agosto 1197 e nel successivo del 9 novembre 1197, vengono concesse agli abitanti parziali libertà dalle dure servitù feudali, fissate norme per l'utilizzo delle acque, stabilite le annualità di affitto dei beni, regolamentate le dipendenze da Vercelli.
L'Atto, con il quale Villanova viene costituita in "Borgo Franco" (Comune Libero) è importante per quanto concede e regolamenta, ma soprattutto perché preziosa fonte di informazioni. Si conferma il nome ( locus Villae Novae ...) la presenza di un rilevante castello cinto da mura e da fossati (... castrum ... cum fossatis ... l'esistenza di Consignori proprietari del maniero, del quale, in tale occasione, vennero spossessati e indennizzati.
Tra le nobili ca sate che ebbero, anche nei secoli successivi, signoria totale o parziale su Villanova, si ricordano quelle dei Vialardi, Avogadro, Ardizzone, Gozani, Montiglio, Alciati, Scarampi ed altri.
Villanova rappresentava un avamposto armato vercellese, contro le incursioni frequenti del vicino Marchesato di Monferrato, in particolare dei casalesi. Nel 1215 Casale si era ingrandita e rafforzata, questo destò le ire dei Comuni di Alessandria e Vercelli, i quali, alleati col Conte Tommaso di Savoia, la presero e saccheggiarono, asportando anche le reliquie del santo Patrono Evasio. Villanova, al centro del conflitto, in quanto territorio vercellese, può aver subito distruzioni e saccheggi, dei quali mancano riscontri.
Casale risorse e nel 1253 l'Imperatore Corrado concesse l'investitura del Marchesato a Guglielmo VII Aleramico a lui legato da parentela. Nel 1298 Vercelli ed Alessandria, alleate contro Casale, imprigionarono il Marchese Guglielmo VII, al termine di un sanguinoso conflitto, e lo lasciarono morire in una gabbia di ferro.
Con i Paleologi, Casale raggiunse il maggior splendore (Guglielmo VIII° 1464-1483). Passata l'Italia sotto il dominio dell'Imperatore Carlo V° nel 1536, parte del Piemonte venne assegnata a Carlo III° di Savoia, mentre Villanova ed il Monferrato finirono sotto il dominio dei Gonzaga.
Il 16 dicembre 1390 i fedeli di Motta de' Conti ottennero da Filippone di Ticineto Arcidiacono di Vercelli il distacco dalla Chiesa di S.Emiliano, obbligandosi alla simbolica consegna annuale di un agnello, in occasione della festività patronale villanovese. Ebbero inizio controversie secolari tra le due comunità, a seguito di reciproche rivendicazioni sulla proprietà dei territori di confine, che proseguirono, quasi ininterrottamente sino al 1767, con veri e propri atti di rappresaglia e di guerriglia.
La violenza dei contrasti e l'incapacità di trovare soluzioni pacifiche, determinarono finanche l'intervento di Papa Innocenzo XI° nel 1677. Nonostante l'augusto lodo arbitrale, la lotta proseguì, per raggiungere il culmine con l'incendio ed il saccheggio di Motta del 4 aprile 1682 ad opera di una folta schiera di armati villanovesi.
Nel 1474 fu istituita la Diocesi di Casale, con la nomina a Vescovo del romano Bernardino Tebaldeschi. Finì con ogni probabilità anche la dipendenza da Vercelli della Chiesa di S.Emiliano.
Durante le guerre di successione del Monferrato, culminate, nella seconda fase, con il lungo assedio spagnolo di Casale (1627-1631), le nostre campagne subirono saccheggi e razzie. Nel luglio del 1637 (fase italiana della guerra dei 30 anni) Villanova fu distrutta da un pauroso incendio, appiccato da squadracce di soldati spagnoli in cerca di bottino.
Nel XVII° secolo, caratterizzato da tristissime vicende, ci fu tuttavia un rifiorire di religiosità. Nacquero e si svilupparono in paese Confraternite e Compagnie (le più illustri di S. Michele Arcangelo e di S. Bernardino da Siena e della Madonna del Carmine con proprie Chiese) che, oltre alle pratiche devozionali, svolgevano una insostituibile opera di mutua assistenza tra i confratelli.
Nel 1713 Villanova, con il Monferrato e buona parte del Pie- monte, fu assegnata ai Savoia (Vittorio Amedeo II°).
Il turbinio della rivoluzione francese e l'epopea napoleonica furono vissuti intensamente anche a Villanova, ove fu innalzato, abbattuto (5 maggio 1799) e nuovamente innalzato nel 1800 il giacobino albero della libertà.
Dal 26 marzo 1799 al 25 dicembre 1802 il paese fu al centro di importanti eventi bellici. Transitò l'esercito francese in ritirata da Verona, si accamparono ussari austriaci e tedeschi, sfilarono trentamila austro-russi il 23 maggio 1799, svernarono i reggimenti austriaci Virtemberg e Karaczay del generale Melas e, durante la controffensiva, il francese generale Kellerman.
In quel periodo rifulse la grandezza dell'Abate Francesco Bonardi, patriota e precursore dei moti risorgimentali, giunto alle alte cariche della gerarchla napoleonica, perseguitato e costretto all'esilio dopo il fallimento dei moti piemontesi del 1821.
Testimonianza del periodo rivoluzionario e napoleonico resta l'edifìcio dell'attuale Ufficio Postale, con le tre grandi colonne, intitolate: Libertè, Egalitè, Fratemitè.
Giovanni Demichelis
autore dei seguenti libri :
pagine di storia - Villanova Monferrato , 1999
50 anni e dintorni , 1995
Il figlio del re ed altre piccole storie , 1997

INDIRIZZI UTILI
ALBERGO ARCOTEL STR.PER VERCELLI VILLANOVA MONFERRATO 0142 493528
RISTORANTE DARTAGNAN STR.STATALE 31, 4 VILLANOVA MONFERRATO 0142 483501

Immagini più rappresentative di Villanova Monferrato


Il frontale della Chiesa parrocchiale di Sant' Emiliano


Il municipio


Ex arciconfraternita di San Michele, secolo XVII

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