Paese dell' Appennino Ligure
situato a 365 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Savona, si sviluppa su di una superficie
di 1000 ettari ed ha una popolazione di circa 6000 abitanti
L' abitato si addensa sulle rive del Bormida, sul versante piemontese dell' appennino ligure. Cenni storici su Carcare sino al 1815(1) Carcare, di probabile origine romana, è citato per le prime volte come Bugile (“Bauzile o Boyle”) negli anni 998(2) e 999 in due documenti, con cui l’imperatore Ottone III cede varie località della Val Bormida al Vescovo di Savona. Un’altra citazione, questa volta proprio come Carcare, è dell’anno 1111 e consiste di un documento, che attesta la donazione di Biestro e di alcuni terreni agricoli in “Carcaris”, fatta all’Abbazia di Ferrania dal marchese (d'origine aleramica) Bonifacio il Vasto, il cui figlio, Enrico il Guercio, è investito (nel 1162) dall’imperatore Federico Barbarossa del titolo di Marchese (“Marchio”) di Savona, con il territorio rivierasco e parte dell’Oltregiogo (lungo le tre Bormide ed il Belbo) sino alle Langhe. Carcare quindi viene a far parte, con i paesi contigui, del territorio del Marchese di Savona. Nella seconda metà del secolo XII (1150/1200), le citazioni su Carcare s'infittiscono e sono menzionati i nomi di vari notabili carcaresi in documenti riguardanti l’Abbazia-ospedale di Fornelli (fondata nel 1179) e Savona. Di questi nomi se ne citano alcuni (estraendoli da Atti notarili del tempo): Lombardi, Sorleonis, Bonifacius, Arlotus, Otellus, Sicardus, Marencus, Guntardis, Ferrarius, Galterinus. Da allora si possono seguire in ordine cronologico le principali citazioni e vicende di Carcare. 1185 - Il territorio di Enrico il Guercio è diviso tra i due figli: Enrico II, che riceve la parte occidentale (con Finale e l’Oltregiogo lungo la Bormida di Millesimo e parte lungo il Belbo sino alle Langhe) ed Ottone, che ottiene la parte orientale (con Savona e l’Oltregiogo lungo le Bormide di Mallare e Pallare); Carcare rimane in comproprietà. Ottone nel 1191 lascia Savona, divenuta “Libero Comune” (però sotto la supremazia di Genova ), e va a risiedere nella zona di Cairo e Carretto ed acquisisce l’appellativo “Del Carretto”, trasmesso al fratello ed ai discendenti (suoi e del fratello). 1214 - Ottone cede i suoi possedimenti (tra cui Cairo, Dego e la sua metà di Carcare) al Comune di Genova, che lo nomina Feudatario dei paesi ceduti; l’altra metà di Carcare rimane ad Enrico II, diventato “Signore” (poi Marchese) del Finalese, con capitale Finalborgo (“Burgus Finarii”) e con un territorio che (attraverso Millesimo) arrivava alle Langhe. 1227/56 – Vari paesi altovalbormidesi (tra cui Carcare) sono coinvolti nelle guerre tra la ghibellina (di parte imperiale) Savona (alleata del Marchese di Finale, Giacomo Del Carretto) contro la guelfa (di parte papale) Genova e, forse approfittando della debolezza di Savona (sconfitta da Genova), i loro abitanti ottengono franchigie ed esenzioni fiscali dai Savonesi e pure il permesso di praticare (nel periodo invernale) il pascolo (“pascaticum”) nei boschi del versante savonese. 1268 – Il territorio del Marchese di Finale è diviso in tre parti (“terzieri”) tra i tre nipoti del nonno (attraverso il padre Giacomo) Enrico II: a Enrico (III) vanno le Langhe, a Corrado l’alta Val Bormida finalese (il “terziere” di Millesimo), ad Antonio il Finalese rivierasco (poi Marchesato di Finale). La metà finalese di Carcare, rimane in comproprietà dei tre fratelli, forse per godere del cospicuo reddito del pedaggio(3) per attraversare il Bormida, dove forse già esisteva un ponte. 1276 – La metà finalese di Carcare (di proprietà comune) è divisa, con un criterio astruso, tra i tre fratelli Del Carretto, quindi ognuno ne diventa proprietario per un sesto. L’altra metà rimane possesso (sino al 1402) dei Feudatari di Cairo. 1325 - Dall’elenco (“registrum”) delle chiese della Diocesi di Alba, cui Carcare (del“Plebatus” di Millesimo) appartenne sino al 1805 (come gran parte dei paesi altovalbormdesi), risulta che in paese vi era una chiesa molto povera, perché non tassata per la quota di “cattedratico”, mentre la chiesa parrocchiale di Bugile era tassata per 20 lire. La chiesa-pieve (“plebs”) di Millesimo era tassata per 44 lire, come la chiesa-prevostura (“prepositura”) di Cairo, la chiesa di Mallare (“ecclesia Mallis”) per 5 lire, la chiesa di Cosseria per 25 lire, la chiesa dell’Abbazia di Ferrania per 400 lire. Secolo XIV (‘300) - In questo secolo, caratterizzato da carestie, da epidemie (la“Peste Nera”) e dalle violenze di soldati, Carcare e l’alta Val Bormida hanno molto a soffrire per il frequente transito di “Compagnie di Ventura”, durante le guerre tra la Repubblica di Genova e i Visconti, “Signori” (poi Duchi) di Milano e poi anche per l’arrivo di soldataglie francesi. Le truppe (milanesi e francesi), che attaccavano il territorio genovese, utilizzavano (specie nella seconda metà del secolo) l’alta Val Bormida per raggiungere Savona, che favoriva il loro intervento con l’intento di liberarsi del dominio genovese. 1390/1419 - I Del Carretto riconoscono la sovranità (la ”superiorità”) su Carcare e altri paesi vicini (tra cui Altare, Cosseria, Mallare, Millesimo) dei nuovi Marchesi (da1 1305) Paleologo di Monferrato, che ottengono da Genova Cairo, Dego, Pareto e così costituiscono, con l’Acquese e con “Terre”(già sotto la loro sovranità) dell’Albese e dell’Ovadese, un vasto dominio a sud del Tanaro sino al crinale montano, poi denominato Alto Monferrato (ved. Carta del 1419 nel libro). Si hanno dati sul numero (probabile) degli abitanti: Carcare 600, Mallare 700, Cosseria (con Plodio e Biestro) 2.000. 1431/34 - Quale territorio dello Stato monferrino, Carcare (con quasi tutta la Val Bormida) è occupato da truppe al servizio del Duca di Milano, in guerra contro il Marchese di Monferrato. Durante questa guerra (esattamente nel 1433) sono emessi i primi “Statuti di Carcare”, che attestano l’esistenza in Carcare di una Comunità definita ed organizzata. 1447/51 - I paesi altovalbormidesi, anzi i loro Feudatari (in parte parteggianti per i Finalesi, in parte per i Genovesi) sono coinvolti nella guerra tra Finale e Genova. Il castello (forse una “casa-forte”) di Carcare, edificato (nell’attuale piazza del Comune) all’inizio del ‘400, è preso e ripreso dalle truppe belligeranti, infine rimane in possesso dei Feudatari locali. 1494/1559 – Nel corso delle guerre franco-spagnole del ’500, Carcare è assegnato (con Pallare, Bormida, Osiglia, Calizzano e Massimino) dagli Imperatori asburgici (in particolare da Carlo V) ai Marchesi Del Carretto di Finale. Tale decisione è contestata, ma accettata di fatto dai Gonzaga, nuovi Marchesi (dal 1536) poi Duchi (dal 1574) di Monferrato. 1598 - Il Marchesato di Finale (con Carcare e i paesi altovalbormidesi in esso compresi) è venduto dai Del Carretto (con un contratto stilato nel castello di Carcare) alla Spagna, che ne prende possesso effettivo quattro anni dopo. 1602 - E’ pubblicata una nuova edizione (questa volta in Italiano) degli “Statuti di Carcare”(4). 1607 - A Carcare è consacrata la nuova chiesa parrocchiale al centro del paese (nell’attuale Via Garibaldi)(5), in sostituzione di quella di Bugile, che rimane come chiesa campestre (di recente restaurata) di “San Giovanni del Monte”. 1621 - E’ posata, in Carcare, la prima pietra del Convento-collegio (voluto e finanziato dai fratelli Castellani carcaresi) fondato dallo spagnolo san Giuseppe Calasanzio, che lo inaugura ufficialmente (venendo da Roma) due anni dopo(6). 1613/59 – Nel corso delle guerre, durate (con brevi intervalli di pace) per quasi un cinquantennio, tra Francesi (di solito alleati dei Savoia) e gli Spagnoli, tutta la Val Bormida (con gran parte del Piemonte) è corsa dagli eserciti belligeranti; i paesi sono saccheggiati, i loro castelli danneggiati ed anche distrutti; inoltre scoppia e si propaga (nel 1631/32) la peste con una perdita di circa il 30% della popolazione. Carcare subisce la morte di 170 persone su circa 700 abitanti ed è più volte saccheggiato (in un caso gli abitanti sono costretti a lasciare il paese per sfuggire alle violenze); il suo castello è fatto saltare (“volare”) in aria (nel dicembre del 1644) dai Franco-sabaudi(7), per non lasciarlo cadere in mano dei nemici Spagnoli. 1649 - A Carcare è di passaggio la figlia dell’imperatore Ferdinando III d’Asburgo, Marianna che, provenendo da Vienna, si reca (imbarcandosi a Finale) in Spagna a sposare il Re di Spagna, Filippo IV d’Asburgo. 1666 - Fastosissimo è il passaggio della figlia di Filippo IV e Marianna, Margherita, che giunge a Carcare percorrendo la nuova Strada Beretta o della Regina, attraverso il valico della Madonna della Neve, Bormida e Pallare, poi prosegue il viaggio verso Alessandria, Milano e Vienna, dove andava a sposare l’imperatore Leopoldo I d’Asburgo. 1702 - A Carcare transita il nuovo Re di Spagna, Filippo V di Borbone, in viaggio per il Milanese (spagnolo dal 1535) e, lungo il percorso in Val Bormida, incontra il Duca di Savoia, Vittorio Amedeo II, temporaneamente suo alleato. 1713 - Alla fine della “Guerra di Successione Spagnola”, vinta dagli Austro-sabaudi contro i Franco-spagnoli, il Marchesato di Finale (con Carcare e gli altri paesi altovalbormidesi ad esso appartenenti) è occupato dagli Austro-imperiali, tolto alla Spagna e venduto per 1.200.000 scudi(8) alla Repubblica di Genova. Quasi tutti gli altri paesi della Val Bormida(9) sono annessi allo Stato dei Savoia, insieme al Monferrato, che cessa di esistere come Stato indipendente. 1741/48 - La ”Guerra di Successione austriaca”, vinta dagli Austro-sabaudi contro i Franco-spagnoli, non modifica l’assetto politico-territoriale della Val Bormida, che però soffre per il transito degli eserciti belligeranti. Carcare subisce danni (nel 1744) per il pernottamento di cinque giorni nel suo territorio di ben 40.000 soldati franco-spagnoli. 1796 - Prima Carcare, poi Millesimo sono adibiti a Quartier Generale da Napoleone, durante la breve campagna militare (dal 12 al 22 Aprile) che lo vede vittorioso, al comando dei Francesi contro gli Austro-sabaudi, a Montenotte, a Cosseria, a Dego (due volte) ed a Mondovì. I paesi attraversati devono provvedere al vettovagliamento dell’”Armata” francese. 1799/ maggio 1800 - Assente Napoleone, gli Austriaci (rinforzati dai Russi) sconfiggono, più volte nella pianura padana, i Francesi, che si ritirano verso la Liguria attraverso la Val Bormida e requisiscono (anzi saccheggiano) con brutalità i viveri, suscitando la reazione delle popolazioni locali, che insorgono, attaccano e pure uccidono soldati isolati. Questa“insorgenza” è repressa dai Francesi con fucilazioni e rappresaglie (a Carcare, a Cairo e specialmente a Dego). I saccheggi e uno scarso raccolto di castagne (nell’autunno 1799) causano in alta Val Bormida (nella primavera de1l’anno 1800) una gravissima carestia, con la morte per fame di circa il 25% della popolazione. A Carcare, gli abitanti si riducono da 754 a 554. 1800/1814 - Napoleone torna in Italia e vince gli Austriaci (a Marengo il 14 giugno 1800); Carcare è annesso (nel 1805 con tutta la Liguria) all’Impero francese-napoleonico e compreso nel Dipartimento di Montenotte, retto dal prefetto Chabrol, sotto la cui amministrazione sono progettate(10) ed in parte anche realizzate numerose opere pubbliche, tra cui la strada rotabile Alessandria-Savona, cui è innestata (presso Carcare) quella (completata in seguito) che porta a Torino. 1814/15 - Con la caduta di Napoleone, Carcare è annesso allo Stato dei Savoia (Regno di Sardegna dal 1720) con la Repubblica di Genova, di cui è confermata la soppressione (fatta da Napoleone); così le regioni di Piemonte e Liguria sono finalmente (e definitivamente) comprese nello stesso Stato e collegate con strade rotabili come quelle realizzate in Val Bormida, delle quali Carcare diventa un crocevia primario, in condizione di progredire e di aumentare la popolazione(11).
Stefano Ticineto
Note
(1) Le notizie, qui riportate, sono tratte da pubblicazioni già esistenti (specie da quelle del prof. Leonello Oliveri) e riprese da S. Ticineto ( 019 510 329) nel libro (208 pagine, 10 Euro): “Storia dell’alta Val Bormida, del Finalese e del Savonese dall’anno 1000 al 1815”, che contiene 14 Carte storico-geografiche a colori, raffiguranti l’evoluzione politica di tali zone e delle Langhe negli 800 anni di cui a titolo.
(2) Nel 1998, il Comune di Carcare ha celebrato, organizzando varie manifestazioni, “Il Millennio di Carcare”.
(3) Da alcune citazioni risulta che il pedaggio di Carcare rendeva 400 lire l’anno. La lira (in quegli anni fisicamente non ancora esistente, ma utilizzata come unità di conto) equivaleva (nell’anno 1200 circa) al salario complessivo di 60 giornate lavorative (circa 3.000 euro attuali, quasi 6 milioni delle vecchie lire), ma al costo di appena 100 kg di grano (circa 15 euro, neanche 30.000 vecchie lire).
(4) Gli Statuti del 1433 sono stati oggetto della Tesi di laurea della signora Bovio Ghersi Milena. Gli Statuti del 1602 sono stati èditi dal Comune di Carcare, a cura del prof. Leonello Oliveri, che li ha opportunamente commentati ed inquadrati nel contesto storico.
(5) Tale chiesa, oggi non più esistente, fu a sua volta sostituita dall’attuale chiesa parrocchiale di Carcare, ultimata nel 1890.
(6) Questo Collegio delle “Scuole Pie”, il secondo (per data di fondazione) in Italia dopo quello di Roma, diede un’impronta culturale a Carcare (ed a tutta l’alta Val Bormida) ed ebbe, nei secoli successivi, un’evoluzione sino a trasformarsi, circa 40 anni fa, nell’attuale prestigioso Liceo statale (classico e scientifico) denominato Calasanzio, in ricordo del fondatore del Collegio e dell’Ordine degli “Scolopi” che, già nel ‘600, insegnavano (anche in Carcare) ai figli dei poveri.
(7) Il castello di Carcare, irreparabilmente danneggiato e reso inabitabile, cadde gradualmente in rovina nei secoli successivi e i suoi ruderi furono rimossi nel 1870, per far posto (forse anche per utilizzarli) per la costruzione del Comune e dell’asilo Mallarini.
(8) Questa somma equivaleva al salario di 15 milioni di giornate lavorative ed al costo di 450.000 quintali di grano; oggi equivarrebbe a circa 750 milioni di Euro, se riferita al salario giornaliero di oggi, ma ad appena 7 milioni di Euro, se riferita al costo attuale del grano.
(9) Millesimo (con le sue dipendenze di Cosseria, Biestro, Plodio, Acquafredda, Castelnuovo) e Cengio (con la sua Rocchetta), quali “Feudi imperiali” (sin dalla metà del ‘400, dopo quasi un cinquantennio monferrino), passarono sotto i Savoia nel 1736, alla conclusione della “Guerra di Successione Polacca”, vinta dai Savoia e dai Francesi (questa volta alleati) contro gli Austro-imperiali..
(10) Tra le opere faraoniche (forse utopistiche e irrealizzabili) soltanto progettate, si ricorda il canale navigabile (col sistema delle “chiuse”), che partiva dal porto di Savona, valicava il crinale montano, percorreva tutta la Val Bormida, infine arrivava ad Alessandria.
(11) Il fatto di essere un importante crocevia stradale e lo sviluppo industriale conseguente (nel primo cinquantennio del ‘900) avvantaggia Carcare che, dai 1.359 abitanti del 1878, passa ai 5.671 del 2003 (nonostante l’attuale periodo di crisi).