Operazioni di prelievo dei campioni
Dopo aver asportato i primi 5 cm di terreno, al fine di eliminare la cotica erbosa e gli eventuali detriti superficiali presenti, si prelevano dei campioni sino ad una profondità di 30 cm. Vari campioni vengono prelevati in diverse posizioni dell’ appezzamento in esame, quindi si miscelano insieme e da questa massa si prelevano un paio di chilogrammi di materiale da inviare al centro di analisi.
Non vi sono controindicazioni in relazione alla stagione del prelievo; è preferibile, però effettuare il prelievo nel periodo in cui l'appezzamento è a riposo e prima di effettuare le concimazioni in quanto queste falserebbero i risultati.
In ogni caso è importante operare con un terreno sufficientemente asciutto.
1. Scheletro
Per scheletro si intende la frazione di terreno costituita da elementi di diametro
superiore a 2 mm.
Lo scheletro è un costituente inerte che non partecipa ai fenomeni di assorbimento. Tuttavia la sua presenza riduce la capacità di ritenzione idrica del suolo, ed anche i livelli di fertilità. Infatti, a parità di volume di suolo, è presente meno terra fine. All’aumentare dello scheletro, la capacità produttiva del terreno diminuisce.
Per la valutazione dello scheletro si considerano la sua percentuale e le sue dimensioni e viene così definito:
Scheletro [g/kg] denominazione inferiore a 10 assente tra 10 e 50 scarso tra 50 e 150 comune tra 150 e 350 frequente tra 350 e 600 abbondante superiore a 600 molto abbondante dimensioni [cm] denominazione minore di 7,5 ghiaia tra 7,5 e 25 ciottoli tra 25 e 60 pietre maggiore di 60 blocchiUno scheletro di dimensioni elevate può impedire l’uso di alcune macchine agricole, se nel terreno sono presenti pietre di grosse dimensioni, affinchè il terreno possa diventare produttivo è necessario ricorrere allo spietramento.
2 Tessitura (analisi delle particelle al di sotto dei 2 mm, analisi della terra fine).
La tessitura è la distribuzione per classi dimensionali delle particelle elementari ed è uno dei dati più importanti in quanto non varia in modo apprezzabile nel tempo.
La tessitura è responsabile di molte proprietà fisiche, idrologiche e chimiche dei suoli. (per es. la struttura, la permeabilità, la capacità di ritenzione idrica, la capacità di scambio cationico)
Le particelle minerali costituenti il suolo coprono un ampio intervallo, dalle pietre alle argille.
Tre sono le principali frazioni granulometriche della terra fine: sabbia, limo, argilla.
diametro delleparticelle denominazione tra 2 e 0,05 mm sabbia tra 0,05 e 0,002 mm limo inferiore a 0,002 mm argilla Per definire le classi tessiturali, si riportano i valori della sabbia, del limo e della argilla sui lati di un triangolo equilatero. All’ interno vengono disegnati dei poligoni che individuano le varie classi tessiturali. Il punto di unione delle tre frazioni granulometriche del terreno in esame cade in un poligono e determina la classe tessiturale.Le classi tessiturali sono così definite: S sabbiosa SF sabbioso-franca FS franco-sabbiosa F franca FL franco- limosa L limosa FSA franco- sabbioso-argillosa FA franco- argillosa FLA franco- limoso-argillosa AS argilloso-sabbiosa AL argilloso-limosa A argillosa Es.:sabbia 250, argilla 350, limo 400, il terreno ha una tessitura franco- argillosa ![]()
3. Reazione del suolo (pH)
La reazione del suolo, acida, neutra o alcalina, è espressa dal valore del pH (attività chimica degli idrogenioni).
Questo valore è legato alla natura della matrice litologica e all’andamento dell’evoluzione pedogenetica.
Ma altri fattori, sia interni che esterni, concorrono a determinare variazioni della reazione del suolo:
* la presenza di particolari sostanze,
* l’eterogeneità del sistema,
* le caratteristiche climatiche stagionali,
* le tecniche colturali (l’aratura profonda può determinare incrementi di pH;
* la fertilizzazione con concimi minerali costituiti da sali a reazione acida - ammonio solfato, ammonio fosfato,
ammonio nitrato e urea – o basica - scorie di Thomas, calcio nitrato, calcio fosfato bibasico.
Normalmente il pH dei suoli varia da 4,0 a 8,5; in condizioni particolari si possono riscontrare suoli con pH inferiore
a 3 o superiori a 10.
L’assimilabilità di ferro, manganese, rame e zinco è influenzata dal valore del pH: un aumento induce una diminuzione
di solubilità e, pertanto, una minore disponibilità per le piante le quali possono manifestare sintomi, più o meno gravi,
di carenze nutrizionali - clorosi ferrica, carenza di manganese, ecc. Al contrario, una diminuzione del pH
(aumento dell’acidità) favorisce la solubilità di questi elementi.
Comportamento contrario manifesta il molibdeno. I composti del fosforo vengono convertiti in forme poco solubili tanto
nei suoli acidi che in quelli alcalini.
Rilevanti sono gli effetti del pH su alcune attività biologiche del suolo. La reazione acida
riduce o inibisce numerose attività batteriche, per cui risultano sensibilmente ridotti i processi di azotofissazione,
di nitrosazione e di nitrificazione, e favorisce lo sviluppo e le attività dei funghi.
4 Conduttività elettrica
La conduttività rappresenta la misura indiretta della concentrazione totale dei sali disciolti nel suolo La conduttività
è fortemente influenzata dal contenuto d’acqua, dal pH, dalla capacità di scambio cationico, dalla quantità di sostanze
umiche, dall’attività microbica, nonché da fattori esterni quali il clima, le acque di irrigazione e le concimazioni più o meno recenti.
Tutti i suoli coltivati sono caratterizzati dalla presenza di sali solubili.
La misura della conduttività permette di valutare la salinità del terreno.
Questa può provocare effetti negativi sulle colture sia per la presenza di alcuni elementi tossici, sia per l’effetto
dovuto all’inibizione dell’assorbimento di acqua per aumento della pressione osmotica.
Un campo di valori di 0,2÷2,0 dS/m risulta quello più facilmente riscontrabile in terreni non salini, indicando buone
potenzialità di produzione e rischi di perdite di produzione praticamente assenti.
Per valori più alti, fino a 4,0 dS/m si richiedono varietà colturali particolarmente resistenti.
5 Calcare totale e calcare attivo
La conoscenza del contenuto di carbonati totali del suolo, chiamato calcare totale”, è utile per la corretta interpretazione
del pH, per valutare l’incidenza del calcare nel volume del suolo, e quindi la proporzione della frazione più direttamente
interessata alla nutrizione vegetale, e per il calcolo dei fabbisogni idrici.
Il “calcare attivo” definisce la quantità di calcare che reagisce, in condizioni standardizzate, con una soluzione di
ossalato ammonico. Rappresenta la quota del calcare dotata di maggiore reattività.
Il calcare interferisce sulla solubilità dei fosfati, favorendo la formazione di fosfati di calcio più basici e quindi
meno solubili ed assimilabili. La sua presenza inoltre riduce l’assimilabilità dei microelementi fino a portare,
in alcuni casi a carenze nutrizionali.
In base alla quantità di calcare i terreni si definiscono: calcare totale[g/kg] valutazione inferiore a 25 poveri tra 25 e 100 mediamente dotati tra 100 e 150 ben dotati tra 150 e 250 ricchi superiore a 250 eccessivamente dotati Per quanto riguarda il calcare attivo la valutazione può essere: calcare attivo [g/kg] valutazione inferiore a 50 basso tra 50 e 150 medio superiore a 150 elevatoI suoli calcarei vengono definiti suoli alcalini costituzionali e sono caratterizzati da un pH massimo di 8,2÷8,3. Questi valori non vengono superati nemmeno quando il contenuto in calcare è molto elevato. Al contrario pH più elevati stanno ad indicare la presenza di ioni di sodio in eccesso.
6 Carbonio organico
Il contenuto di carbonio organico nel suolo è in stretta relazione con quello della sostanza organica, anche se la
composizione di quest’ultima presenta un elevato grado di variabilità .
La sostanza organica nel suolo è costituita principalmente da cellule di microrganismi, residui animali e vegetali
a diverso stadio di trasformazione e sostanze umiche di diversa età e composizione.
Il carbonio organico contribuisce positivamente:
• alla capacità di scambio cationico del suolo
• nei confronti degli elementi minerali nutritivi per le piante (azoto, fosforo
potassio, zolfo e tracce di metalli)
• sulla capacità di ritenzione dell’acqua.
La determinazione del carbonio organico totale nel terreno è tra le analisi di routine più importanti.
La dote della sostanza organica di un suolo è valutata in relazione fra tessitura del suolo e contenuto di carbonio
organico totale.
Tessitura del terreno (La quantità di carbonio organico è espresso in g/kg) Definizione sabbiosa franco argillosa franco-argillosa sabbiosa-franca franco-sabb.-argillosa argilloso-limosa franco-sabbiosa franco-limosa franco-arg.-limosa argilloso-sabbiosa limosa scarsa inferiore a 7 inferiore a 8 inferiore a 10 normale tra 7 e 9 tra 8 e 12 tra 10 e 15 buona tra 9 e 12 tra 12 e 17 tra 15 e 22 molto buona superiore a 12 superiore a 17 superiore a 22In ogni caso occorre ricordare che il contenuto in carbonio organico dipende largamente dal clima (il contenuto di sostanza organica aumenta al diminuire della temperatura media annua e all’aumentare delle precipitazioni.
7 Azoto totale
L’ azoto nel suolo è presente in varie forme, due sole delle quali assimilabili dalle piante: quella nitrica, libera
nella fase liquida e prontamente disponibile, e quella ammoniacale, più lentamente disponibile.
Poiché il contenuto di azoto è in relazione con il contenuto di sostanza organica, la valutazione agronomica prende
contrmporaneamente in considerazione i livelli di azoto e sostanza organica.
Sostanza organica [g/kg] azoto totale [g/kg] valutazione agronomica inferiore a 10 inferiore a 0,5 molto basso tra 10 e 20 tra 0,5 e 1 basso tra 20 e 30 tra 1 e 1,5 mediamente fornito superiore a 30 superiore a 1,5 ben fornito Apporti di azoto al terreno possono essere assicurati anche attraverso l’azoto- fissazione operata dalle leguminose mediante la pratica del sovescio. quantità di azoto fissate da alcune leguminose. Coltura azoto [kg/ha anno] erba medica 200 - 250 trifoglio rosso 120 - 160 trifoglio incarnato 100 - 150 soia 70 - 100 veccia 30 - 70 pisello 40 - 60I terreni a riposo da molto tempo, nel primo anno di coltura non necessitano di applicazioni di fertilizzante in quanto la presenza di sostanza organica e la decomposizione dei residui vegetali assicura un’adeguata quantità di azoto. Con la messa a coltura il terreno perde progressivamente la sua fertilità naturale e le carenze nutrizionali, in special modo quelle azotate, possono divenire più evidenti.
8 Fosforo assimilabile
Il passaggio del fosforo dalle frazioni minerali alla soluzione del suolo è lento e quindi la concentrazione dello ione
fosforico non sempre è a livelli sufficienti per la crescita delle piante. Al contrario il fosforo organico, che
mediamente rappresenta dal 30 al 50% del fosforo totale, è reso disponibile in tempi più brevi.
Il fosforo in forma disponibile o aggiunto al suolo può essere velocemente retrogradato alle forme minerali insolubili.
Per fosforo assimilabile si intende la quota dell’elemento presente in soluzione, è quella più facilmente disponibile.
La valutazione della frazione del fosforo assimilabile risulta essere molto delicata e pertanto l’analisi ha lo scopo
di valutare il comportamento del suolo nei confronti dell’asporto o dell’aggiunta di fosforo, piuttosto che fornire
indicazioni dirette sullo stato di fertilità fosfatica.
P2O5 [mg/kg] valutazione inferiore a 34 molto basso tra 34 e 69 basso tra 69 e 103 medio tra 103 e 160 alto superiore a 160 molto alto
9 Capacità di scambio cationico (C.S.C.)
La conoscenza della capacità di scambio cationico è di notevole importanza per tutti i suoli: fornisce un’indicazione
sulla fertilità potenziale e sulla natura dei minerali argillosi.
La C.S.C., da un punto di vista agronomico, può essere considerata come un magazzino in cui sono “riposti” i cationi
di scambio (calcio, magnesio, sodio, potassio) in una forma prontamente utilizzabile dalle colture.
Essa è correlata al contenuto di argilla e di sostanza organica.
Nei suoli coltivati oscilla da un minimo di 5 ad un massimo di 50 meq/100 g di suolo.
Nei suoli torbosi può raggiungere valori intorno a 200.
Può essere valutata secondo il seguente schema: C.S.C. [meq/100 g di suolo] valutazione inferiore a 5 molto bassa tra 5 e 10 bassa tra 10 e 20 media superiore a 20 altaNei terreni sabbiosi il contributo della sostanza organica alla capacità di scambio cationico è fondamentale. Pertanto, devono essere perseguite tutte le pratiche agronomiche atte alla conservazione ed al miglioramento dei livelli di sostanza organica del terreno determinanti per un buon livello di nutrizione vegetale.
10 Basi di scambio (Ca, Mg, K, Na)
Le basi scambiabili sono Calcio, Magnesio, Potassio e Sodio
I cationi scambiabili (Ca, Mg, K, Na) sono in equilibrio dinamico con le rispettive frazioni solubili e rappresentano
le forme prontamente disponibili per la pianta: via via che l’elemento presente nella soluzione viene assorbito.
Calcio
Carenze di calcio nei nostri terreni sono abbastanza rare e, in linea generale, si manifestano su
terreni acidi e soggetti ad intensa lisciviazione per elevata piovosità o per notevoli apporti idrici.
Carenze di calcio sono molto probabili a livelli inferiori a 200-300 mg/kg di Ca scambiabile, mentre livelli
compresi tra 300-600 mg/kg sono da considerarsi ottimali
Potassio
La valutazione agronomica del potassio, il più importante tra i cationi scambiabili per la nutrizione delle piante, è in funzione della tessitura del terreno
Potassio scambiabile (mg/kg di K2O) valutazione sabbia > 60% franco argilla > 35% basso inferiore a 102 inferiore a 120 inferiore a 144 normale tra 102 e 144 tra 120 e 180 tra 144 e 216 elevato tra 145 e 180 tra 181 e 217 tra 217 e 265 molto elevato superiore a 180 superiore a 217 superiore a 265magnesio