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La nocciola è un altro prodotto agricolo di prestigio che sta acquisendo sempre più
importanza nel Monferrato.
Storia
Utilizzo
Caratteristiche del nocciolo
La coltivazione è specializzata ed in continua espansione .
Nel Monferrato e nelle Langhe viene coltivata quasi esclusivamente la nocciola "Tonda Gentile
delle Langhe" (TGL) i cui frutti hanno qualità molto pregiata.
Nel 1993 la TGL ha ottenuto dalla Cee l' Indicazione Geografica Protetta
(IGP)
con il nome di :
"Nocciola Piemonte".
Il nocciolo, Corylus avellana L., è una antichissima pianta che vive e fruttifica
allo stato selvatico in tutta Europa, in particolare sulle colline e sulle pendici dei
monti, lungo sentieri e ruscelli.
E' stata utilizzata dall' uomo già alla fine del periodo glaciale, quindi molto
prima dell' olivo e della vite.
Oggi i maggiori produttori sono la Turchia, l' Italia e la Spagna .
In Italia le regioni a più alta produzione sono il Lazio, la Campania, il Piemonte e la Sicilia.
La nocciola può essere:
consumata fresca appena raccolto il frutto,
consumata in inverno come frutta secca o torrefatta,
trasformata a livello industriale.
L' industria alimentare è di gran lunga il maggior utilizzatore. Sgusciate e torrefatte
intere, a grossi pezzi od in pasta vengono impiegate nella preparazione dei torroni,
del cioccolato alle nocciole, dei croccanti, dei gelati e dei famosissimi "gianduiotti".
La nocciola può essere adoperata da molte altre industrie: cosmetiche,
farmaceutiche, olearie e profumiere.
Nella moderna frutticoltura rappresenta una delle specie di più alto interesse per le
economie agricole di collina e di bassa montagna.
Il nocciolo è una pianta che ha una notevole capacità di adattamento al clima ed al terreno,
il costo di impianto non è elevatissimo, non necessita di particolari trattamenti ed anche
la raccolta ormai è quasi totalmente meccanizzata.
Inoltre la richiesta del prodotto sui mercati internazionali è in continua ascesa e non
è prevedibile un calo della domanda in quanto l' area di coltivazione del nocciolo è assai
limitata mentre la richiesta, sempre in aumento, è spinta dall' accresciuto benessere
a livello mondiale.
I frutti di alcune varietà italiane, come la "Nocciola Piemonte", sono dotati di pregievoli
caratteristiche organolettiche e sono quindi, nell' uso industriale, preferiti a
quelli di altri paesi produttori.
Valori nutrizionali per 100 gr di prodotto :
carboidrati: 16.7
proteine: 12.7
grassi: 63.1;
100 grammi di prodotto sgusciato = 628 calorie
Il nocciolo appartiene alla famiglia delle Corylacee, genere Corylus, la sua altezza
può variare dai tre ai sei metri ed ha un portamento a cespuglio, con chioma espansa
e non molto regolare.
Le radici sono lunghe, ramificate e sono molto superficiali. I rami sono lunghi e flessibili,
le foglie sono superiormente verde intenso, verde pallido sul lato inferiore.
I fiori maschili sono riuniti in infiorescenze dette amenti o volgarmente
gattini e deiscono a dicembre.
I fiori femminili, riuniti in infiorescenze dette glomeruli garofanetti, sono situati
sui rami di un anno o alla base del peduncolo dell' infiorescenza maschile.
L' impollinazione avviene tra dicembre e febbraio ed è anemofila,cioè operata dal vento.
Il frutto inizia la sua formazione al mese di Maggio. E' un achenio di varia forma,
tondeggiante nella varietà "Nocciola Piemonte", rivestito di un involucro denominato cupola.
Il frutto può essere singolo o riunito in infruttescenze cioè si presenta
a gruppi di due, tre o più frutti.
Alla base presenta una superficie pianadetta scudetto, la parte connessa all' involucro,
all' apice viceversa, presenta una piccola punta.
Il guscio, molto compatto, inizialmente è di color verde chiaro e diventa bruno
rossastro a piena maturazione; all' interno presenta un solo gheriglio, avvolto in
una ruvida, ma sottile pellicola marrone. La polpa del seme è bianca, croccante, oleosa ,di sapore
e profumo gradevole.
Raggiunta la maturità il frutto si stacca normalmente dall' involucro
e cade a terra.
La Nocciola Piemonte
La varietà "Nocciola Piemonte" ha una buona resistenza alle avversità, ed una alternante
produzione di frutti che però sono dotati di tutte le caratteristiche organolettiche richieste
dalle industrie alimentari.
In particolare:
* la forma tonda del frutto favorisce una veloce sgusciatura meccanica, mantenendo intatto il seme
* il guscio è sottile, la resa del prodotto sgusciato è elevata, dal 46 al 50%.
* il seme è dotato di buon aroma e di sapore delicato,
* il tenore dei grassi è limitato ed ha quindi buona conservabilità senza problemi di
irrancidimento,
* la sottile pellicola che avvolge il seme (perisperma) viene facilmente asportato dopo la tostatura,
La Nocciola del Piemonte è coltivata ad altitudini comprese tra i 150 ed i 750 metri e per
la sua adattabilità si è diffusa con ottimi risultati anche in Emilia ed in Toscana.
In un' impianto razionale e specializzato la resa può raggiungere o superare i 25 quintali/ettaro
Per la sua buona resa e, soprattutto per le sue qualità organolettiche è considerata in ambito mondiale
la migliore varietà e spunta sul mercato prezzi superiori a qualsiasi altra .
Il prezzo medio del frutto in guscio ben essiccato, franco produttore, può raggiungere i
200 Euro/quintale.
La commercializzazione del prodotto avviene attraverso il mercato libero oppure attraverso le due
associazioni di produttori, Asprocor
ed Ascopiemonte , ognuno rappresenta circa un terzo della produzione del territorio
Monferrato - Langhe.
L' associazionismo sta tentando di superare un problema molto diffuso nel comparto agricolo: il
frazionamento dell' offerta contro pochi e agguerriti acquirenti che possono influenzare a loro
favore l' andamento del mercato.
Impianto
Il nocciolo trova eccellenti condizioni di vita sulle colline o sulle basse pendici montane, in
località ventilate ma non ventose; sono da evitare le località umide e nebbiose, con brine
e geli tardivi. Il nocciolo da una buona resa per impianti situati tra i 150 ed i 750 metri di
altezza; la resa diminuisce verso gli estremi; nelle zone fredde sono da preferirsi le esposizioni
verso mezzogiorno, mentre nelle località calde sono da preferire gli impianti verso ponente.
Il nocciolo da la migliore resa in terreni leggeri, freschi e permeabili.
Prima di impiantare un corileto, e' importante effettuare una analisi del terreno per verificare che
tutti i parametri siano consoni e per
avere anche gli elementi necessari per realizzare una giusta concimazione.
La moltiplicazione delle piante si ottiene per via agamica a mezzo di polloni radicati,
ceppaia, propaggine semplice.
Nella pratica si ricorre quasi sempre ai polloni.
E' della massima importanza la scelta delle piante da cui prelevare
i polloni. Queste devono essere sane, vigorose e devono presentare tutte le caratteristiche
della Nocciola Piemonte.
I polloni devono venire accuratamente prelevati durante il riposo vegetativo della pianta,
rispettando le esigue radici, e messi a dimora in vivaio.
Dopo circa 1 anno, quando le piantine avranno
radici sufficientemente robuste ed espanse, verranno trapiantate nel noccioleto.
La preparazione del terreno
e la scelte delle piante devono essere valutate attentamente
in ogni particolare perchè da esse dipende la resa futura dell' impianto.
E' importante un scasso ben eseguito, una ottima concimazione, il livellamento del terreno
e la regimazione delle acque.
Un noccioleto può essere essenzialmente coltivato a cespuglio, a vaso cespugliato oppure ad alberello,
con preferenza verso questa ultima soluzione. Il sesto d' impianto approssimativo è di
5 metri per 5, con le file orientate nella direzione Nord-Sud per sfruttare al massimo la
luce solare ed avere il miglior prodotto possibile.
Nei giovani impianti sono consigliate le lavorazioni mediante erpici e frese,
queste devono essere abbandonate quando l' impianto inizia a fruttificare.
Un terreno smosso renderebbe difficoltosa la raccolta meccanica del prodotto.
Poichè le coltivazioni moderne tendono tutte al biologico, il diserbo totale è molto in disuso,
si usa la tecnica del contenimento delle infestanti limitandone lo sviluppo.
Questo permette di avere un buon tappeto erboso che protegge il suolo
in inverno e permette una facile raccolta del frutto.
La pianta del nocciolo è molto frugale, ma richiede almeno inizialmente una buona
concimazione organica
e successivamente occorre integrare i minerali che la pianta perde annualmente con
la fruttificazione.
Quando l' azienda non dispone di letame o è impossibile trasportarlo si ricorre all'
inerbimento naturale:
si fornisce così al terreno sostanza organica ed acqua.
Mediamente in un impianto già produttivo, per avere una buona resa di prodotto occorre fornire
azoto, fosforo e potassio,un pò meno di un quintale per ettaro.
Soprattutto nelle colline monferrine aride è di importanza fondamentale poter irrigare la
coltura, in caso di necessità.
La siccità non solo limita il vigore della pianta diminuendo la quantità e la qualità del
prodotto, ma rende la pianta più soggetta agli attacchi dei parassiti.
Un impianto di irrigazione a goccia richiede la disponibilità di
circa 150/200 m3 per ettaro.
Macchinari , raccolta e conservazione
I frutti, quando sono maturi si staccano dalla pianta e si disperdono sul terreno sottostante.
L' operazione di raccolta consiste nel riunire con opportuna macchina andanatrice, le nocciole
nell' interfila, quindi con un aspiratore si raccoglie il prodotto così concentrato.
E' opportuno che il terreno sia ben livellato e compatto, oppure ricoperto da un
sottile e fitto tappeto erboso, per facilitare la raccolta e limitare la produzione di polvere.



Si ringrazia per la collaborazione e per i consigli :
il Prof. Giovanni Me,
della Facoltà di Agraria,
Università di Torino.
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