Nel caso in cui il terreno di partenza sia un gerbido od un terreno boschivo occorre compiere una operazione
preliminare di scasso ad una
profondità variabile tra 1.5 e 2 metri, il taglio di tutte le radici preesistenti e l’ interramento di tutti i
ceppi delle piante precedenti ad una profondità di almeno 3 metri.
Questa operazione deve essere effettuata con un grosso scavatore (da 200/300 quintali) e richiede un lavoro di circa
3/4 giorni per ettaro, funzione della potenza del mezzo usato e della qualità del gerbido, in ogni caso il costo dell’
operazione è molto elevato. Questo lavoro deve essere effettuato almeno un anno prima dell’ inizio dell’ impianto per
permettere al terreno di assestarsi. Gli avvallamenti che ne nascono dovranno essere livellati con una fresatura e con
una lama livelletrice.
Occorre ricordare che tutto il lavoro di molti anni è finalizzato alla raccolta del frutto e la raccolta meccanizzata
è tanto più efficiente quanto più il terreno sarà livellato, per cui ogni operazione che si effettua sull’ impianto
deve avvenire nel massimo rispetto della planarità del terreno.
Tracciamento dell’ impianto
Due parole in più devono essere spese per il tracciamento dell’ impianto.
Per avere il massimo di produzione le piante devono ricevere la massima quantità di sole e di illuminazione per cui è
fondamentale che le file siano orientate in direzione nord-sud.
Se si opera su di un terreno pianeggiante e di forma regolare il tracciamento non richiede particolare attenzione e quindi
il tempo richiesto sarà minimo.
Qualora si tratti di un terreno di notevole estensione a media collina che comprenda selle e seni, occorre prestare
particolare attenzione per non arrivare a lavoro ultimato con, da un lato, file perfettamente allineate mentre dal lato
opposto le file sono ampiamente ondeggianti.
Si consiglia, per non ricorrere all’ utilizzo di tracciatori laser che hanno costi notevolmente elevati,
- di creare, all’ interno dell’ appezzamento,un rettangolo, il più grande possibile, con due lati orientati in
direzione E-W (perchè le file sfruttino al massimo la luce del sole)
- di dividere, con dei tutori, i lati di questo rettangolo, usando una canna di lunghezza pari al sesto d’ impianto,
ricordando nella misurazione di tenere la canna perfettamente orizzontale e di non seguire l’ inclinazione del terreno,
(in questo caso il sesto d’ impianto si ridurrebbe e le file comincerebbero ad ondeggiare) Evitare l’ uso di funicelle,
fili e cose simili che con l’ uso si allungano e portano ad errori che sommati tra di loro alla fine del lavoro diventano
enormi
- di unire tra di loro due punti corrispondenti, sui lati opposti, con una finicella tesa, quindi mentre una
persona controlla l' esatto allineamento, un secondo operatore posiziona il corrispondebte tutore e cosi via
fino alla tracciatura completa dell’ impianto all’ interno della figura geometrica preventivamente creata,
- tracciare l’ impianto esterno alla figura geometrica come estensione delle file già realizzate e geometricamente
esatte.
Occorre ricordare che i regolamentui comunali prevedono una distanza minima degli impianti verso i confinanti e verso le
strade e che per una buona lavorabilita meccanizzata dell’ impianto è necessario che a fine filare vi siano almeno 6 metri
di spazio libero per poter effettuare le manovre con i mezzi operativi.
In particolare si rimarca che una imprecisione di una decina di centimetri nel tracciamento, che possono sembrare errori
molto appariscenti su di un virgulto, dopo 6 o 7 anni, quando la pianta sviluppa la sua chioma non sono più assolutamente
apprezzabili, quindi tale imprecisione può essere tranquillamente accettabile.
Messa a dimora
Finito il tracciamento inizia l’ operazione vera e propria di impianto.
Per poter realizzare un buon lavoro occorre che il terreno sia sufficientemente asciutto e non limaccioso e, considerato
che occorre operare da metà novembre in avanti, per ottere un buon risultato è opportuno lavorare esclusivamente nel
pomeriggio, fino all’ imbrunire.
Lo scavo vero e proprio per l’ interramento della pianta deve essere effettuato a mano con vanga o badile, non è
assolutamente consiglato l’ utilizzo di un mini scavatore in quanto produce più danni che utilità, infatti il mezzo
compatta il terreno e genera grandi zolle che devono poi essere spezzettate a mano prima di utilizzarle per ricoprire
le radici della pianta.
Può viceversa essere di grande aiuto una trivella conica che sminuzza la terra e la rende soffice,
la punta ideale ha un diametro di 60/ 70 cm e può arrivare alla profondità di 80/ 100 cm, come illustrato nella foto.
Tempistiche:
Dalla realizzazione di alcuni impianti di media collina si sono ricavati i seguenti tempi medi di lavorazione riferita
ad un ettaro con un sesto di impianto di circa 6 x 6 metri:
• Il tracciamento dell’ impianto con il posizionamento di canne richiede 2 persone per un totale di
20 ore
• con la trivella si possono effettuare 50 fori all’ ora ( un ettaro circa 250 piante) quindi 5 ore
• il posizionamento delle piante e dei tutori richiede 21 ore
• eventuale posa di reti antiroditori richiede altre 6 ore
La messa a dimora di un ettaro di nocciole richiede circa 52 ore di lavoro, in aggiunta al
tempo già speso per la preparazione del terreno ed alla sua concimazione.