bosio

BOSIO

Paese del Monferrato Ovadese situato a 357 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Alessandria, si sviluppa su di una superficie di 6700 ettari ed ha una popolazione di circa 1400 abitanti.
L’ abitato si allinea su di un ampio crinale, sulla sinistra del rio Lemme affluente del torrente Orba.
- Storia -
Comune autonomo dal 1948, Bosio fu soggetto al marchesato di Parodi sino al XIII secolo. Dopo la conquista genovese dell’Oltregiogo ha seguito le sorti della città egemone per oltre seicento anni, con l’aggregazione all’impero napoleonico nel 1805 e la successiva inclusione nel Piemonte sabaudo decretata dal Congresso di Vienna nel 1815. Assegnato, come frazione di Parodi, all’effimera provincia di Novi nel 1818, entrò a far parte della provincia di Alessandria nel 1859.
Nel corso dei secoli a Bosio come nelle altre località della val Lemme i borghigiani furono spesso spettatori, qualche volta vittime, raramente protagonisti, di vicende che per la comunità costituivano un evento esogeno: guerre, rivoluzioni, avvicendarsi di signorie. Forse l’unico momento di autentica partecipazione popolare è segnato dalle giornate della lotta partigiana, tra il 1944 e il 1945. Sovrimpressioni indotte dall’esterno furono il transito delle milizie di Facino Cane nel 1409, la fortificazione del sobborgo Spessa ad opera dei genovesi nel XV secolo, e il giuramento di fedeltà a Galeazzo Maria Sforza duca di Milano, imposto nel 1467 agli uomini ‹de Spissa, de Boxio, de la Serra, de la Costa›. Più difficili gli eventi del 1625, allorché, durante la guerra tra Genova e il ducato di Savoia, i piemontesi saccheggiarono e incendiarono ‹‹le ville di Spessa, Costa, Serra e Bosio››.
Posto in un’area di prevalente influsso genovese, il paese mostra nel corso del tempo una forte caratterizzazione nelle sue componenti demiche, nelle strutture del paesaggio agrario, nella persistenza di arcaismi dialettali quali il dittongo latino “ct” che diventa “ci” (factum = fàcio) e la rotacizzazione della consonante “elle” (oleum = örio). Una chiusa società contadina che già nel toponimo segnala il radicamento alla terra: Bosolus, frutice arboreo di basso fusto.
L’origine della località non è nota, ma un Fulco de Spixa è testimoniato nel XII secolo, mentre Willelmus et Rubadacius de Costa figurano in un documento del 1256. Altre fonti d’archivio consentono di rilevare il trend demografico della borgata. Nel 1580 un repertorio dei produttori di castagne, vino, grano ‹et altre victualie› registra 21 nomi ‹‹in villa Serra›; 17 ‹‹in villa Bosii› e 13 ‹‹in villa Spixae›. Ancora, in un censimento del 1618 figurano Spessa con 49 fuochi e 191 abitanti; Bosio con 29 fuochi e 127 abitanti; Serra e valle dei Pagani con 41 fuochi e 196 abitanti; Costa con 30 fuochi e 171 abitanti. Nel 1771 le sole frazioni di Bosio e Serra contavano 643 abitanti, mentre 1800 ne segna lo “stato delle anime” del 1890 ‹‹tutti dediti - come notano i Remondini - alla ubertosa coltura dei campi e dei pampinosi vigneti dai quali traesi il decantato vino di Monferrato› . Dall’inizio del Novecento peraltro la vocazione esclusivamente agricola di Bosio si è progressivamente modificata, con l’emergere dell’occupazione nel settore industriale (impiego di mano d’opera, quasi esclusivamente femminile, nello iutificio di Carrosio) e l’insediamento di qualche modesto opificio presto scomparso. Ma è soprattutto il consolidarsi di attività artigianali e commerciali che ha determinato una rilevante crescita socio economica della località, percepibile nell’incremento demografico (molto sensibile nel primo decennio del secolo scorso: 2902 abitanti nel 1911) e, dal secondo dopoguerra, nel progressivo sviluppo edilizio urbano e residenziale.
Roberto Benso
Bibliografia:
R. BENSO – G. AMERI, Guida di Bosio, Ovada 2003, pp. 6-9.

INDIRIZZI UTILI
RISTORANTE BAR 98 VIA GAVI 1 BOSIO 0143 684261
TRATTORIA DEL CANTO VIA SERRA 16 BOSIO 0143 684118
TRATTORIA DEGLI OLMI VIA CAPANNE DI MARCAROLO BOSIO 0143 684010

Immagini più rappresentative di Bosio


Il panorama,dalla chiesa


La Parrocchia dei SS. Pietro e Marziano

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