Capriata d' Orba

CAPRIATA D’ ORBA

(CAVIRIÁT ent'ël Monferát)

Paese del Monferrato Ovadase situato a 176 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Alessandria, si sviluppa su di una superficie di 2830 ettari ed ha una popolazione di circa 1850 abitanti.
E’ situato al confine tra il Monferrato e la piana di Alessandria – Tortona; l’ abitato è posizionato su di una piccola altura, alla destra dl torrente Orba.
- Storia -
Le prime notizie di insediamenti ci derivano da scavi archeologici recenti che hanno permesso di riportare alla luce testimonianze di attività funeraria durante la media Età del Ferro (VI-V sec. a. C.) quando una tribù Ligure (Caburriates?) occupa il terrazzo alluvionale posto sulla sinistra della valle dell'Orba. All'Età romana risalgono ritrovamenti di tombe in punti diversi del territorio.
Dopo la peste e la carestia che segue alla guerra Goto-Bizantina (535-553 d.C.) il nostro territorio si ripopola probabilmente durante il Regno dei Longobardi (568-772) in quanto sono numerosissimi ancor oggi sul nostro territorio e in zone limitrofe sia i toponimi di origine germanica : Gaseulhi, Guisonhi, Farallóca, Jóra, Stáffe, Valorie?, Scolca, Valtár, sia i cognomi di origine germanica : Guassardo, Oddone, Bergaglio, Gualco, Guencio, Gasperino?, Ameri, Sasso, Gamalero, Gamondo, Gastaldi, Griffero, Lombardo, Martinengo, Guerzoni, sia le chiese o cappelle dedicate ai Santi venerati dai Longobardi: San Michele, San Giovanni, San Giorgio, San Sebastiano. La sconfitta Longobarda contro i Franchi alle Chiuse di Susa nel 773 segna la fine del regno Longobardo e l'inizio del Feudalesimo. Molto probabilmente in quest'epoca il nostro paese si cinge di mura.
Le prime notizie storiche di sicura datazione risalgono al 18 Aprile 973 d.C., data di una pergamena in cui Lamberto, figlio del Marchese Ildebrando, vende al sacerdote Roprando 45 corti , tra cui quelle di Gavi, Rovereto, Parodi e Capriata. La corte di Capriata è citata in questo documento come " (curte) quadragesima secunda Capriana cum suo Castello " che possiamo identificare nell'odierna zona di Castelvecchio. La Torre e il muraglione semiciclopico che si erge ai suoi piedi sono quanto resta di questa fortificazione.
Nel 1143, dopo una breve sottomissione ai marchesi Aleramici del Bosco, Capriata diventa un libero Comune, retto da due Consoli, come altri centri padani; si può ragionevolmente supporre che fin da allora l'accettazione giurata di statuti (di cui si dispone copia ma di epoca successiva) regolasse la vita sociale e l'organizzazione civile degli uomini liberi del borgo. Nello stesso anno stipula un patto con il comune di Gamondio (ora Castellazzo), nei confronti del quale accampa dei diritti inimicandosi in questo modo la rivale Alessandria, che le riconosce questi diritti solo nel 1183.
È questa l'epoca in cui governava il Monferrato Bonifacio I della stirpe Aleramica protettore delle arti e della poesia. Alla sua corte prosperarono i più famosi poeti dell'epoca sia in lingua occitana che in lingua locale (da Gaucelm Faidit a Peire Raimon, da Peire Vidal ad Aimeric de Peguilhan a Rambaut de Vaqueiras che ci ha lasciato i primi versi scritti (tra il 1180 e il 1205) in una lingua che ricorda il parlare del nostro Appennino ligure.
L'indipendenza di Capriata termina nel 1218 quando i consoli, per sottrarsi all'influenza alessandrina, donano al comune di Genova il castello e il paese. Da adesso in poi gli Alessandrini cominciano ad attaccare il paese, fino al terribile eccidio del 1228, in cui gran parte del territorio viene incendiato, il Castelvecchio demolito, gli abitanti trucidati e perfino i cadaveri sono riesumati dalle tombe ed impiccati (in pochi si salvano rifugiandosi a Gavi).
Nel 1230 Capriata riesce finalmente a scacciare gli Alessandrini, ma immediatamente è riconquistata dai Genovesi; risale a questo periodo (1248) la costruzione del Castelnuovo, delle mura di cinta (1272), di cui ancora oggi sono visibili i bastioni, e delle relative porte d'accesso al paese (Porta della Valle, a nord, Porta di Genova, a sud, Porta Leona, ad est).
Il dominio genovese dura sino al 1317, anno in cui Capriata con Alessandria passa al ducato di Milano. Nel 1412 Genova rientra in possesso del paese per breve tempo perché nel 1418 lo cede al Marchese del Monferrato. Gian Giacomo Paleologo nel 1421 conferma gli antichi Statuti Capriatesi ed il paese fa parte del Marchesato del Monferrato fino al 1708 quando viene sottomesso con tutto il Monferrato dai Savoia che non rinnovano più gli Statuti che avevano regolato la vita sociale e l'organizzazione civile degli uomini liberi del borgo.
Il periodo che va dal XV al XVII secolo vede Capriata coinvolta in tutte le vicende che segnano le sorti del Monferrato : nel 1431 l'Alto Monferrato viene occupato dalle truppe di Francesco Sforza alle dipendenze di Filippo Maria Visconti, la pace del 1434 permette la restituzione di queste terre al Marchese Gian Giacomo. Nel 1435 la capitale del Monferrato diventa Casale dopo che Chivasso non era più stata restituita dal Duca AmedeoVIII di Savoia.
Nel 1518 Bonifacio IV (reggente la madre Anna d'Alençon) succede a Guglielmo IX. Carlo I, re di Spagna, diventa anche imperatore di Germania col nome di Carlo V. Si innesca così la guerra tra Carlo V e Francesco I di Francia; nel 1527 il Barone di Lodron con 2000 Lanzichenecchi e il conte di Belgioioso al servizio degli spagnoli devastano il territorio di Capriata, Nizza, Cassinelle, Cassine e Monastero che abbandonano come il resto del Monferrato dopo il pagamento di 8000 scudi d'oro per il mantenimento del loro esercito. Estinti i Paleologi Carlo V attribuisce nel 1536 il Monferrato e quindi anche Capriata al Duca di Mantova. Per un paio di decenni il Monferrato è teatro di battaglie tra le truppe francesi e spagnole. Nel 1555 Casale viene ripresa dai Francesi, nel 1559 la pace di Cateau Cambresis tra Francia e Spagna lascia il Monferrato al Gonzaga.
Il Marchese Guglielmo Gonzaga sposa nel 1559 Eleonora figlia dell'imperatore d'Austria Ferdinando. Con diploma dell'imperatore Massimiliano II la nostra terra viene elevata a ducato nel 1574 ma senza troppa soddisfazione dei sudditi che non amano il loro sovrano per i gravami fiscali a cui sono sottoposti.
Tra il 1550 e il 1600 i Gonzaga per raccogliere denaro creano nuovi feudi cedendoli a famiglie facoltose mantovane nel basso Monferrato e Genovesi nell'alto Monferrato (Spinola:Trisobbio, Casaleggio, Cassinelle, Lerma; Centurione: Morsasco; della Rovere: Bistagno; Serra: Strevi; d'Oria: Cremolino; Adorno: Silvano e Castelletto; Pallavicini: Mornese; Grimaldi: Belforte; Marini: Carpeneto. (Capriata è acquistata da Bonifacio Fassati marchese di Coniolo che ne è infeudato col titolo di Signore. Il Fassati rivende il feudo ai d'Oria nel 1651 che successivamente lo alienano a Marco Antonio Grillo, Marchese di Clarafuentes, Grande di Spagna (1696); nel 1829, il Conte Gerolamo Rolla, acquista il possesso di Capriata dal Marchese Grillo di Mondragone e demolisce completamente i ruderi del Castelnuovo per costruire la propria abitazione).
Alla nobiltà Monferrina di stirpe Aleramica ( Del Carretto, di Incisa, di Cortemilia, di Millesimo, di Ponzone ecc,) si affiancano i nuovi nobili Genovesi.
Nel 1598 e per i successivi cinque anni Capriata deve fornire uomini per lo scavo dei fossati e per la costruzione della poderosa fortezza di Casale. Più gravosa invece è la raccolta dei tributi presso gli "uomini particolari" cioè i proprietari di terreni per contribuire a costituire l'enorme somma di 300.000 scudi d'oro che fu raccolta in tutto il Ducato.
Il secolo XVII è turbato dalle due guerre per la successione del Monferrato di cui Capriata è parte. La prima ha inizio nel 1612 per le pretese del Duca di Savoia Carlo Emanuele di assumere la tutela della piccola Maria ultima erede dei Gonzaga e si interrompe nel 1614 con la pace di Asti per la pressione sui savoiardi delle truppe spagnole provenienti dalla Lombardia. Ma nel 1615 la guerra divampa nuovamente soprattutto intorno ad Asti e la seconda pace di Asti, nello stesso anno, stabilisce che il Savoia deve rinunciare a ogni pretesa sul Monferrato. La guerra riprende nel 1616 e nel 1617 e si chiude con la pace di Pavia che lascia irrisolta la questione tra Savoia e Gonzaga.
Ma il nostro territorio, anche se neutrale, viene coinvolto nella guerra che il Savoia porta a Genova nel 1625. Carlo Emanuele attraverso Acqui si porta a Rocca Grimalda e quindi a Ovada occupando Capriata mentre i suoi alleati francesi occupano Gavi, ma sulla Bocchetta, già in vista di Genova, devono ritirarsi per il contrattacco degli Spagnoli in pianura e le discordie tra i comandanti militari. Sulla Bocchetta sopra Busalla verrà edificato un Santuario dedicato a Nostra Signora della Vittoria.
Nel 1627 alla morte dell'ultimo duca del Monferrato, Vincenzo, si celebra, contemporaneamente, il matrimonio di Maria Gonzaga con Carlo Gonzaga del ramo francese di Nevers e si risolve in questo modo il problema della successione ma questo matrimonio provoca un ribaltamento delle alleanze per cui la la Spagna si accorda con il Savoia col proposito di annettere Mantova alla Lombardia e lasciare il Monferrato al Savoia stesso.
Inizia così la seconda guerra di successione del Monferrato
Nel 1628 anche il nostro territorio soffre della carestia di manzoniana memoria. Nel 1629 la calata attraverso la Valtellina delle truppe imperiali (i Lanzichenecchi) venute a dar manforte agli Spagnoli porta con se la peste bubbonica che si diffonde ovunque. Nel 1630 con la pace di Ratisbona il duca Ferdinando di Gonzaga-Nevers rientra in possesso del Monferrato.
Ma nel 1636 è già di nuovo guerra: nel 1644 Capriata subisce devastazioni da parte dei Francesi e nel 1648 gli Spagnoli distruggono il Castelnuovo.
Nel 1700 muore senza eredi il re di Spagna Carlo II e scoppia la guerra di successione di Spagna che vede il Monferrato dalla parte della Francia e il Savoia dalla parte dell'Austria.
Alla morte di Carlo Gonzaga nel 1708 arriva a Casale la notizia che il duca di Savoia è stato investito dello stato del Monferato ma il passaggio ufficiale avviene solo con la pace di Utrecht del 1713. Ancora per un secolo almeno, nelle zone ai margini dello stato, si parlerà di Piemonte in contrapposizione al ducato di Monferrato.
Nel 1799 viene occupata dal francese Joubert che soggiorna nell'attuale dimora di Via Mazzini 21 e muore sul campo nella sanguinosa battaglia di Novi contro gli austro-russi.
Trascorsi i rivolgimenti del primo impero napoleonico, nel 1815, Capriata torna agli Stati Sardi condividendo il destino di tutto il Piemonte. Dal 1815 al 1860, Capriata, capoluogo di mandamento con Basaluzzo, Francavilla e Pasturana, appartiene al circondario di Novi Ligure e alla provincia e corte di appello di Genova; nel 1860 viene aggregata, insieme al suo circondario, alla provincia di Alessandria e alla corte d'appello di Casale Monferrato.
Nel 1860 diventa capoluogo di collegio politico e dopo il 1861 fra i deputati eletti figura Enrico Brizzolesi, che lungamente ricopre la carica di Sindaco del nostro paese e lega il suo nome ad alcune opere in campo civile e sociale quali l'acquedotto e l'edificio scolastico.
In questi anni si abbattono le tre porte d'accesso al paese, così come era già avvenuto precedentemente per diversi tratti delle mura e per i due castelli, al fine di recuperare materiale da costruzione per le abitazioni civili.
Prof. Carlo Protto

INDIRIZZI UTILI
RISTORANTE CANNON D'ORO PIAZZA GARIBALDI 13 CAPRIATA D'ORBA 0143 46151
RISTORANTE DA PIERO LOC.PRATALBORATO 74 CAPRIATA D'ORBA 0143 46277
RISTORANTE IL MORO PIAZZA GARIBALDI 7 CAPRIATA D'ORBA 0143 46157

Immagini più rappresentative di Capriata d' Orba


Uno scorcio di paese visto dal torrente Orba


Il campanile della Parrocchia di San Pietro


Confraternita dell' Annunziata e di San Giuseppe XI- XVII secolo


Il torrione di Castelvecchio, XII secolo

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