Cassine

CASSINE

Paese dell’Alto Monferrato Acquese in provincia di Alessandria, adagiato tra le colline alla sinistra della Bassa Val Bormida, a 190 metri d’altezza sul livello del mare, si sviluppa su di una superficie di 3353 ettari ed ha una popolazione di circa 3050 abitanti. Il territorio è caratterizzato dalla contrapposizione di due zone poste tra margini collinari e terrazze pianeggianti. La prima struttura è costituita da marne, arenarie, formazioni gessose, argille e sabbie di Asti; la seconda da formazioni fluviali e fluvio lacustri, antiche e recenti. Tra gli elementi peculiari del paesaggio, assume particolare interesse, per il valore naturalistico, la fascia boschiva che copre gran parte della zona Ovest del territorio collinoso, detta “Bosco delle Sorti”, recentemente assurta a parco naturalistico.
- Storia -
Indagini archeologiche hanno accertato nel territorio di Cassine l’esistenza di insediamenti umani a partire dal periodo neolitico, dall’età del Bronzo e in particolare nella seconda età del Ferro. Le popolazioni preromane che risiedevano su tale area appartenevano al gruppo dei Liguri Statielli.
In epoca romana il territorio era attraversato da due importanti vie di comunicazione: la Via Aemilia Scauria (da Vado Ligure a Tortona), per un breve tratto, e la strada che da Acquae Statiellae conduceva a Forum Fulvii (Acqui Terme-Villa del Foro, attuale sobborgo di Alessandria) con un ampio andamento lungo la direttrice nord - sud.
L’esistenza di un primo centro denominato Cassine è documentabile sin dal X secolo. Il primo nucleo fortificato (castum), sorse nei pressi del piazzale della Ciocca, retrostante la chiesa di San Francesco e il Palazzo Comunale, per la natura strategico difensiva del sito posto su un promontorio collinoso, a strapiombo sull’area delle Rocche.
Cassine compare alla storia in documenti del 985 e del 995; in un primo momento l’imperatore Ottone II la concede ad Aleramo, successivamente al Vescovo di Acqui. L’imperatore Ottone III, in una tappa del suo itinerario romano, confermò all’Episcopato acquese il possesso di tutti i suoi beni acquisiti in precedenza, tra cui Cassine e il territorio circostante per tre miglia, nuovamente riconfermati da Enrico III nel 1039 e nel 1052.
Attorno al castrum sorse l’insediamento che, tra il X e il XIII, acquistò sempre maggior consistenza, concretizzando un autonomia comunale parallela all’emergere della nuova città di Alessandria, seppure già nel 1161, Federico I il Barbarossa, investì Guglielmo di Monferrato del feudo di Cassine, indicato come oppidum con mura, torri e un castello sulla sommità della collina. Questo fatto trovò i Cassinesi a doversi alleare con Alessandria, per difendere la propria autonomia comunale, sino alla pace del 1199, denotando una parte non irrilevante nella storia dell’Alto Monferrato del XII secolo e in quelli successivi.
Nel 1202 i Cassinesi sono eguagliati agli Alessandrini, nella pace fatta col Marchese Ottone del Carretto e i Marchesi di Ceva e di Ponzone. Nel 1227 nel borgo prevalgono i Ghibellini facenti capo a Bonifacio di Monferrato, in antagonismo con Alessandria, i quali patteggiano per Genova nella guerra contro Alessandria e Milano, mentre poco dopo, nel 1231, con l’aiuto di Alessandria, prevalsero i Guelfi e ne seguirono uccisioni, incendi e proscrizioni.
Nel 1237 accettando di pagare un tributo annuo ad Alessandria, i Cassinesi mossero guerra contro Genova, sotto il Vicario Imperiale Mario Eboli, con il triste esito di venire malamente dispersi. Nel 1293 si trovarono ancora a lottare contro Alessandria, con all’altrettanto infelice riuscita. Tra il XIV - XV secolo sorse un nuovo nucleo fortificato al limite superiore, sull’area di Gugliolio, e vennero a definirsi le aree urbane denominate “sestieri”, che assunsero il nome delle porte urbane a loro collegate. Per la sua posizione strategica passò variamente sotto il dominio del Marchese del Monferrato, oppure sotto la Signoria di Milano; infatti nel 1356, l’Imperatore Carlo VI, infeudò Cassine a Giovanni di Monferrato e nel 1380, Gian Galeazzo Visconti, fu eletto Vicario per Cassine, con diploma dato a Praga dall’Imperatore Venceslao.
Nel 1404 fu occupata da Facino Cane, il capitano di ventura che, dopo aver guerreggiato a lungo in Piemonte, al servizio di Gian Galeazzo Sforza duca di Milano, andava allora costituendo per se una vasta signoria.
Nel 1448 la repubblica di Milano investì Antonio ed Accorsino Zoppi del feudi di Cassine, l’anno seguente Cassine fu donata da Francesco Sforza al Marchese Guglielmo di Monferrato, cui nel 1491 concesse Capitoli di Statuto molto liberali sull’amministrazione cittadina e sui carichi fiscali. In seguito, a maggior definizione dei Capitoli, fu concesso un’importante privilegio per la libera esportazione del grano e l’importazione del sale, da Gian Galeazzo Sforza, essendo nel 1492 Cassine nuovamente passata sotto il domino di Milano.
Fu assediata nel 1451 da Gugliemo di Monferrato e nel 1452 il condottiero Giovanni della Noce, per conto di Francesco Sforza, la liberò infliggendo una dura sconfitta alle truppe Monferrine.
Il popolo di Cassine, nel 1535, aderì e prestò patto di fedeltà al Duca di Milano, con una cerimonia nella chiesa di San Francesco.
Nel 1630 il morbo pestilenziale, di manzoniana memoria, colpì anche Cassine, ove si organizzarono lazzaretti e fosse comuni fuori del paese. Nella guerra di successione del Monferrato, il territorio comunale fu più volte percorso dagli opposti eserciti e fu devastato prima dagli Spagnoli, poi nel 1644 dai Francesi, con saccheggi, razzie e la distruzione del castello in concomitanza ad un disastroso terremoto.
Nel 1707 fu annesso ai domini Sabaudi e Vittorio Amedeo II, in seguito ad alcune petizioni, confermò le antiche leggi municipali.
Sergio Arditi
Bibliografia:
V. Persoglio, Cenni storici del paese di Cassine, Genova 1882;
S. Arditi, G. Cuttica di Revigliasco, Cassine note di analisi storica, territorio, insediamenti rurali e concentrico, Alessandria 1986;
S, Arditi, La chiesa parrocchiale di Santa Caterina di Cassine tra il ‘700 e la seconda metà del ‘900, Ovada 1997;
S. Arditi, Il trecentesco complesso conventuale di San Francesco di Cassine, in Alto Monferrato, tra Piemonte e Liguria, tra pianura e appennino, storia, arte e tradizioni, coordinamento di Luigi Gallareto e Carlo Prosperi, Torino 1998, pp. 353-371;
idem, Santa Caterina e le altre chiese di Cassine, pp. 373-3383;
S. Arditi, La collezione d’arte del conte Giovanni Zoppi in Cassine, in “Aquesana”, n.8 (2001), pp.41-61;
S. Arditi, Organi, organari e organisti a Cassine, nei documenti e nell’arte, in fase di stampa.

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Immagini più rappresentative di Cassine


Il palazzo Pietrasanta, XV secolo


Il campanile della Chiesa di San Giacomo, anno 1430


La piazza principale ed il municipio


La chiesa di San Francesco con annesso convento
il complesso conventuale di San Francesco (chiesa, convento e oratori circostanti), sorta per opera dei frati Francescani Conventuali Minori tra XIII - XIV secolo. La chiesa di architettura gotica lombarda, con derivazioni cistercensi, conserva importanti cicli di affreschi trecenteschi nella cappella di San Michele


La Chiesa di San Lorenzo XVIII secolo
Ricostruzione in forme tardo barocche, al limite del neoclassicismo, iniziata nel 1776, su progetto dell’architetto alessandrino Giuseppe Caselli. Decorata nel 1870 dal pittore Pietro Ivaldi detto il Muto e conserva sculture lignee e tele del XVII e XVIII secolo

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