Grognardo

GROGNARDO

Paese del Monferrato Ovadese situato a 206 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Alessandria, si sviluppa su di una superficie di 930 ettari ed ha una popolazione di circa 340 abitanti.
L’ abitato è inserito in una piccola conca a mezza costa, sulla riva destra del Visone, un piccolo affluente del fiume Bormida.
- Storia -
II nucleo iniziale del paese è probabilmente sorto nella sede di un precedente presidio germanico agricolo-militare insediatosi,in funzione anti-bizantina,a difesa della media e medio-alta vallata del torrente Visone .Ivi sarebbe stato più' tardi costruito il vecchio castello. Il più' antico documento in cui viene citato il paese è la "Charta" di fondazione e donazione dell'Abbazia di S. Quintino in Spigno(a.99l) .
Il toponimo che lo storico V.Malacarne (1707) interpretò erroneamente come Ragnardo deve essere invece letto come Crognardo o Grognardo (R.Pavo&i - B.Chiarie su rivista di Storia Arte Arch.prov.Alessandria e Asti) Lo storico F.Gasparolo (Grognardo ed i Beccaro , 1938) riferisce che nel sec.XVI era ancora viva la memoria sulle tre cinte murarie che circondavano il castello ora distrutto, e che esistevano abitazioni entro la terza cinta.
Una tenace tradizione orale, accettata anche dal Gasparolo, come ipotesi fondata, vuole che l'antica Grognardo sia stata un piccolo borgo posto sullo scosceso pendio sovrastato dall'antico castello; un sicuro rifugio contro le spietate incursioni delle bande saracene e di altri malfattori imperversanti in territorio acquese nella prima metà del sec. X .
Negli anni 950-51 Berengario II, ultimo Re del cosiddetto Regno Italico Indipendente , divise l'odierno Basso Piemonte e la Liguria in tre grandi Marche.
Il governo della Marca che comprendeva i territori tra l'Alta Valle del Tanaro e l'Orba ,con sbocco al mare nel savonese, venne conferita ad Aleramo da cui nel sec. XI discenderanno i Marchesi di Monferrato. Grognardo, allora facente parte del Comitato di Acqui, partecipò alle vicende della Marca Aleramica prima sotto Berengario II e poi sotto l'Imperatore Ottone I di Sassonia quando questi, sconfitto Berengario, unì la Corona d'Italia all'Impero Germanico (anno 962). Tra la fine del sec. IX e l'inizio del sec. XI sorse col favore imperiale una nuova forza politica, quella dei Vescovi.
Nell'acquese si affermò soprattutto in città mentre nel contado rimase ancora a lungo,se pur mal definita, la supremazia aleramica. Nel 1052 vengono confermati da Enrico III di Franconia al Vescovo di Acqui i diritti su varie località' del circondario tra cui Grognardo. I Vescovi di Acqui, per i benefici ricevuti, rimasero in genere fedeli all'Impero Germanico anche durante le lotte tra questo ed il Papato. Quando per punire Acqui, fedele al Barbarossa, il Papa Alessandro III volle creare la sede vescovile di Alessandria a scapito, morale e materiale della diocesi Acquese, questa si alleò con i Marchesi del Monferrato (Valenza 1198). Sia sotto il potere vescovile che nel successivo periodo comunale sorto col decadere del primo (sec. XII-XIII), i rapporti di Grognardo con Acqui continuarono ad essere improntati a reciproca solidarietà. Lo attesta il trattato di alleanza stipulato nel Castello di Grognardo nel 1205.
I rapporti tra il potere aleramico e quelli acquesi, vescovile prima e comunale poi, non appaiono ben definiti.
Grognardo avrebbe fatto parte dei possessi dei Marchesi del Bosco, discendenti di Anselmo primogenito di Aleramo. L'ultima erede dei Del Bosco, Agnese, sposò Federico Malaspina nel 1240 e da allora per circa 300 anni i Malaspina furono signori del paese.
Violante, ultima erede di quel ramo dei Malaspina, sposò nel 1530 G. Battista dei Conti di Lodrone, signori di Morsasco. Questi morì nel 1555 durante l'assedio di Casale e nello stesso anno Grognardo passò ad Antonio Guasco di Bisio, marito di Margherita ultima discendente dei Lodrone.
I Malaspina,feudatari di Grognardo e di altri paesi della zona, mantennero sempre buoni rapporti con i Marchesi del Monferrato (prima Aleramici e poi Paleologi) il cui potere si andava progressivamente rafforzando nell'acquese.
Nel 1533 morì Giovanni, ultimo dei Paleologi, e per decisione imperiale (Carlo V - 1536) il Monferrato e quindi anche Grognardo passò ai Gonzaga di Mantova. Carlo Guasco di Bisio, feudatario locale, cedette ufficialmente Grognardo nel 1598 al Duca di Mantova che lo infeudò a Bartolomeo Beccarla, un notaio di Grognardo (di cognome Beccare) che era riuscito a far riconoscere legalmente la sua discendenza dai pavesi Conti Beccarla e quindi anche il titolo nobiliare.
Le vicende dei Beccare/Beccarla sono ampiamente narrate da F.Gasparolo nel su citato "Grognardo ed i Beccaro".
Bartolomeo Beccaria è nominato Conte nel 1604 .
Nel 1652 Angelica,ultima dei Beccarla , sposa G. Battista Grattarola dei Conti di Ponzone e la discendenza assume il cognome Beccaria-Grattarola.
Nel 1737, in seguito ad una eredità, ai due cognomi si aggiunge anche quello di Incisa.
E' da tener presente che fin dal 1708 (guerra di successione spagnola) il Monferrato era stato occupato da Vittorio Amedeo II di Savoia.
Nel 1720 (Pace dell'Aia) Grognardo,insieme con tutti gli altri Comuni del Ducato del Monferrato,entra ufficialmente a far parte del "Regno di Sardegna".
prof. Bruno Chiarlo
autore del libro : " La Chiesa campestre di Sant'Antonio Abate nella Val d'Orgero di Grognardo : dai libri contabili: vicende e immagini del suo passato "

Immagini più rappresentative di Grognardo


Il panorama, visto dalla strada per la fraz. Galletto


Il frontale della Parrocchia di Sant' Andrea


Il municipio con il torrione

<=