Giorgio Gallesio

Giorgio Gallesio


Giorgio Gallesio

Giorgio Gallesio nacque in Finalborgo il 23 maggio 1772 e morì il 30 novembre 1839 a Firenze, dove le sue spoglie furono tumulate tra quelle degli uomini illustri nel Chiostro di Santa Croce.
Intrapresi gli studi giuridici, nel 1793 conseguì la laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Pavia e, più per tradizione familiare che per vocazione, affrontò la carriera in magistratura. Gli anni a cavallo del XVIII e del XIX secolo furono da Gallesio dedicati alla gestione della sua importante azienda agricola, attività che svolse con inconsueta e innovativa imprenditorialità senza peraltro trascurare i suoi interessi culturali, scientifici e letterari. Nel primo Ottocento entrò nella carriera amministrativa napoleonica e, il 24 gennaio 1811, ottenne la prestigiosa carica di Sottoprefetto prima a Savona, capoluogo del Dipartimento di Montenotte, e poi a Pontremoli, Dipartimento degli Appennini. Caduto Napoleone, Gallesio fu richiamato dal Governo dell'effimera Repubblica di Genova e fu nominato rappresentante della Riviera di Ponente e membro della Commissione di Legislazione istituita per riformare l'antica Costituzione ligure del 1576. Nel 1814 - 1815 partecipò al Congresso di Vienna in veste di Segretario della Legazione genovese, al seguito del Ministro plenipotenziario marchese Antonio Brignole Sale.
Dopo l'annessione della Liguria al Piemonte entrò nell'amministrazione sabauda e, nel 1816, divenne Commissario di Leva a Savona, carica che ricoprì, senza alcun entusiasmo e anzi con malcelata riluttanza, fino al 1823, anno in cui chiese ed ottenne il pensionamento.
Negli anni successivi ebbe prestigiose onorificenze: nel 1824 dal Re Carlo Felice fu insignito dell'Ordine Militare dei Santi Maurizio e Lazzaro e il 31 marzo 1828 lo stesso Sovrano promulgò una Regia Patente con la quale gli veniva riconosciuto il titolo e la dignità comitale trasmissibile ai suoi discendenti.
Nello stesso anno Giovanni Battista, unico figlio di Giorgio Gallesio, sposò la contessina Pellina, unica figlia del conte Ferdinando Piuma di Prasco, Console Generale di Marina degli Stati Sardi. Il sopravvenuto rapporto di parentela favorì le occasioni di presenza di Giorgio Gallesio nel castello del consuocero e fu alla base dell'interesse da lui dimostrato per il territorio dell'Acquese e dell'Ovadese. In un secondo tempo si addivenne alla decisione di sanzionare l'unione araldica dei due nobili casati: infatti i figli di Giovanni Battista e i loro discendenti, con Regia Patente del Re Carlo Alberto, ottennero l'autorizzazione ad aggiungere al cognome di famiglia quello del proprio avo materno assumendo il cognome "Gallesio-Piuma di Prasco". In riconoscimento di particolari e palesi benemerenze Giorgio Gallesio fu altresì nominato dal Re Carlo Alberto Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia, onorificenza conferita esclusivamente per meriti scientifici.
La naturale propensione a dedicare la sua attenzione a problemi di interesse generale, le cariche pubbliche e i relativi impegni assunti non impedirono tuttavia all'insigne carpologo di coltivare i suoi prediletti interessi scientifici, indirizzati prevalentemente nel campo della Pomologia, e di dedicarsi agli studi della fisiologia vegetale, della genetica applicata e della tassonomia frutticola. Tra le sue numerose pubblicazioni notevolissimo successo in ambito scientifico - naturalistico ebbero il Traité du Citrus pubblicato in francese a Parigi nel 1811, la Teoria della riproduzione vegetale, pubblicata prima in tedesco a Vienna nel 1814 e in seguito in italiano a Pisa nel 1816 e, soprattutto, la Pomona Italiana, monumentale capolavoro frutto di un'impresa editoriale senza precedenti per il nostro paese, all'epoca politicamente diviso, pubblicato in un arco di tempo iniziato nel 1817 e conclusosi con la morte di Gallesio avvenuta nel 1839. Questa straordinaria e magistrale opera, che donò al suo autore meritata fama e larghissimi consensi nella cultura naturalistica ottocentesca, deve il suo successo alla passione e al rigore generosamente applicati da Gallesio nel curarne sia la parte descrittiva sia la raffigurazione iconografica, il cui pregio fu dovuto alla maestria di artisti particolarmente dotati per l'illustrazione naturalistica e alla perfetta e puntuale collaborazione con la quale l'autore provvide a consigliare meticolosi ritocchi, ottenendo così una grandissima naturalezza nella riproduzione pittorica e arrivando a conseguire risultati che sfiorano la perfezione.
Alle numerose opere a stampa coeve di Gallesio vanno inoltre aggiunte le edizioni postume di altri suoi saggi, rimasti per lungo tempo inediti, che recentemente hanno visto la luce per merito, essenzialmente, di Enrico Baldini, professore ordinario di Arboricoltura generale nell'Università di Bologna che li ha trascritti e autorevolmente commentati, e per merito dell'Accademia dei Georgofili e del Centro studi gallesiani che ne hanno curato la pubblicazione e la divulgazione.

Per una puntuale e ampia documentazione sulla rilevanza del pregio scientifico e artistico delle opere di Gallesio e per un approfondimento sulle notizie genealogico - biografiche che lo riguardano, si rimanda a: BALDINI E., TOSI A., Scienza e Arte nella Pomona Italiana di Giorgio Gallesio, Accademia dei Georgofili, Firenze, 1994; GALLESIO G., I giornali dei viaggi, a cura di E. BALDINI, Accademia dei Georgofili, Firenze, 1995; BALDINI E., L'Atlante Citrografico di Giorgio Gallesio, Accademia dei Georgofili, Firenze, 1996; FERRARO C., Giorgio Gallesio (1772 - 1839). Vita, opere, scritti e documenti inediti, Accademia dei Georgofili, Firenze, 1996; GALLESIO G., Trattato del Lazeròlo, a cura di E. BALDINI, Accademia dei Georgofili, Firenze, 1998; FERRARO C., L'aceto balsamico nell'archivio Gallesio-Piuma di Genova, in Atti del convegno di studi, L'aceto balsamico a Nonantola, ed. Comune di Nonantola, 1998; AA.VV., Omaggio di Prasco a Giorgio Gallesio, Atti del convegno di studi, Centro per la promozione degli studi su Giorgio Gallesio, castello di Prasco (AL), 1999; GALLESIO G., Memoria sulla circolazione della linfa nelle piante, a cura di E. BALDINI, Accademia dei Georgofili, Firenze, 2000; GALLESIO G., Dell'influenza dell'innesto, a cura di E. BALDINI, Accademia dei Georgofili, Firenze, 2000; VIACAVA L., Le Palme negli scritti di Giorgio Gallesio, Accademia dei Georgofili, Firenze, 2001; FERRARO C., Giorgio Gallesio e la missione botanica di Giovanni Casaretto (1838 - 1839), De Ferrari ed., Genova, 2001; BALDINI E., Giorgio Gallesio botanico agrario del primo Ottocento, Atti del convegno di studio Botanici dell'Ottocento in Liguria, Accademia Ligure di Scienze e Lettere e Società Economica di Chiavari, Genova, 25 ottobre 2002 e Chiavari 26 ottobre 2002; FERRARO C., La Casata dei Gallesio. Ragguagli biografici, araldici e genealogici ricavati da documenti inediti, Centro per la promozione degli studi su Giorgio Gallesio, castello di Prasco (AL), 2002; FERRARO C., Il carteggio Gallesio - Littardi(1811 - 1839), Centro per la promozione degli studi su Giorgio Gallesio, castello di Prasco (AL), 2003; BALDINI E., Gli inediti trattati del Pesco e del Ciliegio di Giorgio Gallesio, Accademia dei Georgofili, Firenze, 2003; BALDINI E., Il commercio della frutta negli scritti di Giorgio Gallesio, Accademia dei Georgofili, Firenze, 2003; FERRARO C., Tassonomia viticola e richiami enologici negli scritti di Giorgio Gallesio, Centro per la promozione degli studi su Giorgio Gallesio, Urbs, XVII, n. 2, Ovada, 2004.
prof. Carlo Ferraro
Presidente del Centro per la promozione degli studi su Giorgio Gallesio

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