Terzo

TERZO

Paese del Monferrato Ovadese situato a 222 metri di altezza sul livello del mare, n provincia di Alessandria, si sviluppa su di una superficie di 880 ettari ed ha una popolazione di circa 800 abitanti
Terzo, situato su un pianoro che, quasi terrazza panoramica, domina, dall'alto delle Rocche, la confluenza delle Valli Erro e Bogliona con la Valle Bormida, si trova a pochi chilometri da Acqui Terme, nell'area definita storicamente Monferrato.
La morfologia del suo territorio, che si estende tra i m. 156 e i m. 381 di altitudine, è collinare. Ai piedi delle colline si allarga la pianura alluvionale formata dalla Bormida e dai torrenti suoi affluenti.
- Storia -
L'uomo primitivo abitò la zona. I liguri ne avviarono il processo di dissodamento e coltivazione. Essi furono soggiogati a fatica dai Romani, la cui dominazione, datata dal II secolo a.C., è testimoniata da tombe, mosaici, resti della via Aemilia Scauri, rinvenuti nel territorio terzese. Il nome stesso del paese, Terzo, risale ai tempi dello stanziamento romano: al terzo miglio da Acqui sulla strada per le Gallie.
Dopo la caduta dell'Impero Romano, Terzo, come tutto il Monferrato, subì la sorte dei territori italiani sottomessi prima alla dominazione longobarda e poi carolingia. Fece parte della marca Aleramica. Quando essa si frazionò, seguì la sorte dei signori, religiosi o civili, proprietari del castello, segnalato dalle fonti già alla fine del secolo X. Esso era sorto, a scopi protettivi e strategici, probabilmente in un clima di psicosi da paura, a causa delle vicende politiche. La sua posizione, dall'alto delle Rocche, permetteva di controllare un nodo viario importante della Valle Bormida e di comunicare con numerose altre torri.
Anche la Chiesa di Terzo esisteva già prima del Mille: nel 996,con un diploma, Ottone III la sottometteva, insieme al territorio, al Vescovo di Acqui.
Sul finire del secolo XIV il feudo passò ai Malaspina, sotto il cui dominio perse importanza strategica. Il castello subì modifiche che resero la torre simile ad altre malaspiniane della zona.
Estintasi la linea maschile della casata, il feudo passò, nel 1517, a Maria Malaspina e successivamente al figlio, Federico di San Giorgio e Biandrate. Alla sua morte fu venduto, nel 1566, ai fratelli Alessandro e Cesare Billiani, borghesi emergenti di Nizza Monferrato, i quali, nel 1576, lo rivendettero ai fratelli Michele, Gerolamo, Facello Avellani, mercanti di stoffe di Acqui, che entrarono così a far parte della nobiltà col titolo di Conte.
Le lotte fra Carlo Quinto e Francesco I, e poi tra i loro successori, sconvolsero l'Acquese nei secoli XVI e XVII. A seguito di tali ostilità, nel 1691, Terzo fu tassato di una somma da versare agli Alemanni. Non la pagò. Come ritorsione furono saccheggiati e incendiati concentrico e borgate. Il castello, le chiese, gran parte delle abitazioni del capoluogo subirono gravi danni. Furono pian piano ricostruiti e modificati.
Nel 1706 il Monferrato passò ai Savoia. Da allora in poi la storia della comunità terzese fu più strettamente legata a quella degli altri territori sotto la dinastia sabauda, con vantaggi, nel lungo periodo, per la popolazione. Nel 1780, estintasi la dinastia degli Avellani, Terzo fu venduto al figlio di un funzionario regio, Diego Leardi, che diventò così Conte. Il nuovo signore trascurò il feudo, i cui beni erano ormai poca cosa. Il castello andò in rovina: come tale fu, infatti, registrato dal Catasto Napoleonico. Ciò che restava della fortezza medievale, il campo della torre, ai primi dell'Ottocento era proprietà di borghesi del luogo, come già molti beni feudali dal Settecento in poi.
Dall'inizio del secolo XVIII a metà del XIX, infatti, alcune famiglie locali avevano consolidato il loro potere costruendo grosse fortune, di cui erano spia le dimore prestigiose con porticati, loggiati, torretta. Tali case, insieme alla torre e alla chiesa parrocchiale, caratterizzavano il borgo che aveva ormai l'aspetto attuale.
Torre, chiesa, torretta, simboli dei tre poteri, feudale, religioso, borghese, che hanno esercitato la loro influenza sulla popolazione, danno tuttora un profilo inconfondibile a Terzo.
Dr. Maria V. Caviglia Deluigi

INDIRIZZI UTILI
RISTORANTE SALVATICO P. VIA TEN.GALLARETO 9 TERZO 0144 594116

Immagini più rappresentative di Terzo


Il panorama, salendo verso Montabone


La Chiesa parrocchiale di San Maurizio


La torre


Acqui visto da Terzo

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