Voltaggio
VOLTAGGIO
Paese del Monferrato Ovadese situato a 254 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Alessandria, si sviluppa su di una superficie di 720 ettari ed ha una popolazione di circa 490 abitanti
E’ un paese di fondovalle, l’ abitato si sviluppa lungo l’ argine sinistro del torrente Lemme, affluente dell’ Orba.
- Storia -
Soggetto in origine, nell’ambito del dominio Obertengo, alla signoria dei Vescovi-Conti di Tortona nel X secolo e a
quella degli Adalbertini marchesi di Gavi tra XI e XII secolo, Voltaggio fu acquistato dalla Repubblica di Genova nel 1121.
La Parrocchia, inclusa in origine tra le dipendenze del vescovato dertonese, fu assegnata alla Diocesi di Genova nel 1248.
Sino al XIV secolo il paese venne governato da “Castellani” con funzioni civili, giudiziarie e militari. Tra il 1348 e
la prima metà del secolo successivo fu signoreggiato, non continuativamente, dai Duchi di Milano, dai Marchesi di
Monferrato e dai Guasco.
Nel XVI secolo figura nell’ordinamento territoriale della Repubblica di Genova come Podesteria alla quale era preposto
un “cittadino dell’Ordine Nobile” affiancato da Consoli e da Sindaci del Comune. Nel 1528, a seguito della riforma
costituzionale di Andrea Doria, le famiglie Consolari di Voltaggio furono aggregate agli “Alberghi” di Genova.
Nel 1625, durante l’invasione dell’esercito sabaudo, il paese venne saccheggiato e parzialmente distrutto dalle truppe
di Carlo Emanuele I, con conseguenti carestie e manifestazioni epidemiche che la memorialistica dell’epoca identifica
come “pestilenze”. Altre distruzioni furono provocate nel 1747 dagli scontri tra le truppe franco spagnole e i reparti
austriaci che si contendevano il controllo della via della Bocchetta.
Nel 1798 Voltaggio venne incluso nel territorio della Repubblica Ligure della quale seguirà le sorti, con la
provvisoria incorporazione nell’impero napoleonico (1805) e la definitiva assegnazione al Piemonte Sabaudo (1815).
Aggregato, dal 1831, all’effimera provincia di Novi, il paese entrerà a far parte, dal 1859, della provincia di Alessandria.
Il borgo ha conservato per secoli connotazioni prevalentemente agricole (integrate da alcune minori attività
paleoindustriali: ferriere, cave di calce, miniere per l’estrazione di rame e di talco e, nella seconda metà
dell’Ottocento, una filanda per la seta) come confermano le circa duecento cascine del territorio - e se ne contano
ancor oggi quasi centocinquanta, spesso disabitate e cadenti o, in qualche caso, trasformate in residenza “estiva”.
La superficie agraria e forestale occupava il 90% del territorio e sino ai primi anni del Novecento due abitanti su
tre erano contadini. Nei decenni successivi, i boschi cedui che alimentarono per secoli i cantieri navali della
Repubblica di Genova nonché le carbonaie e le ferriere dell’Oltregiogo; i castagneti che fornivano un’essenziale
integrazione alimentare alla popolazione, vennero in gran parte abbandonati, così come le aree rurali del LungoLemme,
dove non permangono che piccoli appezzamenti coltivi. L’iniziativa agricola più consistente è costituita dall’azienda
consortile nella valle delle Acque Striate, mentre l’intrapresa produttiva, dopo la chiusura della cartiera al Pian delle
Macine, è limitata alla cava del Monte delle Rocche. Modesto sviluppo presentano il commercio e il terziario. Le attività
locali sono integrate da un accentuato pendolarismo verso Genova e verso gli insediamenti produttivi della limitrofa valle
Scrivia. Considerevole la presenza dell’industria turistica, che vanta una tradizione secolare e resta ancor oggi la
componente più significativa dell’economia di Voltaggio.
Roberto Benso
Bibliografia:
Da: R. BENSO, Guida di Voltaggio, Ovada 2002.
Immagini più rappresentative di Voltaggio
Il panorama