Paese del basso Monferrato situato a 306 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Torino, si sviluppa su di una superficie di 750 ettari ed ha una popolazione di circa 1600 abitanti.
Il vecchio abitato era situato su di una piccola altura, che degrada verso la piana di
Poirino – Carmagnola, al confine tra la collina torinese ed il Monferrato; i nuovi insediamenti
sono in pianura. - Storia -
Il primo documento in cui compaia il nome di Andezeno è datato 19 luglio 992: è un diploma in cui l'imperatore
Ottone III confermava all'abate benedettino di San Pietro in Breme la signoria su Andesellum e su molti altri
centri del circondario.
In realtà è assai probabile che l'insediamento esistesse già in epoche precedenti: un'affermazione suffragata da
alcuni reperti di epoca romana (cocci, un paio di monete, frammenti di lapidi marmoree come quella con le code
di delfini murata nell'abside della chiesa di San Giorgio al cimitero), e lo stesso nome del paese, che potrebbe
essere derivato dal nome celtico di persona Andicus.
Dall'inizio del medioevo in poi, il nome del paese inizia a comparire con maggior frequenza su documenti di
varia natura: l'abitato originario doveva sorgere sulla collina dove oggi c'è il cimitero. Poi, come accadde
in molti altri centri dei dintorni, "scese a valle" quando i tempi si fecero più sicuri e riprese quota
l'agricoltura.
Anche nell'attuale posizione, però, Andezeno ebbe un castrum: forse un borgo fortificato, con una torre di
vedetta. Nel 1234, il vescovo di Torino assegnò il paese ai conti di Biandrate, e ciò disturbò la vicina città
di Chieri che, preoccupata da un vicino così potente a ridosso dei suoi confini, nel 1259 dichiarò guerra. Si
combattè nei pressi della borgata di Esole, poi nel 1260 venne firmata la pace in castro Andexelli e infine,
nel 1290, Chieri acquisì i diritti sul paese.
La storia del paese, entrata nell'orbita chierese, segnala che tra il 1367 e il 1388 ci furono attenzioni da
parte del tribunale dell'Inquisizione, per la presenza di una piccola comunità catara di cui faceva parte anche
la "strega" Billia la Castagna. Seguì la guerra tra i Savoia-Acaja e i marchesi del Monferrato: alla fine
del '300, come alleato di Chieri, Andezeno fu assediato dal capitano di ventura Facino Cane, che mise a ferro
e fuoco la campagna chierese.
I secoli successivi non ebbero molti avvenimenti che segnarono la vita del piccolo paese di campagna. E' perciò
comprensibile come gran parte dei fatti di cui si ha memoria riguardi vicende spiacevoli: pestilenze
(all'inizio del '500), scorrerie di lanzichenecchi (1515), invasioni di cavallette (1542), violenze da parte
di soldataglie spagnole a margine della guerra tra Spagna e Francia (1543), e infine la peste di manzoniana
memoria del 1630. Nel 1638 venne addirittura assassinato il parroco, e l'intero paese fu scomunicato per un
anno.
La fine del '700 fu caratterizzata da grandi carestie e dall'invasione francese guidata da Bonaparte. Alla
fine del secolo successivo, invece, si parlò molto della possibilità che in paese facessero tappa la ferrovia
Torino Casale e la tramvia Torino-Chieri-Castelnuovo: tante discussioni, ma alla fine entrambi i progetti
rimasero sulla carta.
Nel 1909, venne fondata la "Cassa rurale di prestiti Coppo, Gaschino e C.", che ebbe forti appoggi anche dal
clero locale. Molti agricoltori accesero dei prestiti per ampliare la loro dotazione terriera, e finirono in
rovina quando, tra il 1923 e il 1924, il Credito fallì, coinvolto nel crack della Cassa Rurale di Bagnolo
Piemonte (cui si era associato). Il parroco don Brizio, e il viceparroco suo fratello, scapparono dal paese.
I problemi economici locali si sommarono a quelli nazionali, innescando una emigrazione dal paese alla volta
delle tessiture chieresi prima, e delle industrie torinesi poi. L'emigrazione fu evidente soprattutto nel
secondo dopoguerra, e segnò una netta contrazione dell'agricoltura (soprattutto per quanto riguarda la
produzione di cardi e cipolle).
L'Andezeno di oggi è un tranquillo paese di campagna, che proprio su cardi e cipolle cerca di costruire la sua
immagine: la presenza di una sviluppata area industriale, che nei decenni passati ha accolto anche numerose
aziende chieresi, fa sì che la sua economia poggi su basi solide e allargate.