Paese del basso Monferrato situato a 357 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Asti, si sviluppa su di una superficie di 1140 ettari ed ha una popolazione di circa 550 abitanti.
L’ abitato si allinea su di un elevato spartiacque, sormontato dal cucuzzolo
cimiteriale. Dal gruppo collinare di Tonengo, Moransengo e Aramengo
nascono alcuni tra i più importanti corsi d’ acqua del Monferrato: Stura,
Versa e Triversa
- Storia -
Un documento attesta che Arduino di Ivrea, incoronato re d'Italia nel 1002,
concesse una commenda ereditaria a Manfredo XII di Brozolo:
tale assegnazione riguardava un vasto ambito territoriale,
comprensivo anche della località di Aramengo.
Da ulteriori fonti risulta ancora che attorno al 1033 Adalberto Azzo
Obertenghi fratello dei marchese Ugo, Conte di Milano, aveva tra le sue terre
le località di: Aramo, Borgo, Casteinuovo, ecc...
Questo Aramo è quasi sicuramente identificabile con Aramengo.
Nel 1153 risulta documentato il fatto che i discendenti dei già citato Manfredo
Brosolo divennero signori di Aramengo: questi assunsero tale predicato dopo che
Aramengo era già stato possesso del Comitato di Vercelli.
Il possesso di questi territori fu concesso, nel 1249, ai Conti Radicati, famiglia
nobile di origine manfredingia, in base a quanto stabilito da un diploma firmato
dallo stesso Federico Barbarossa.
Passò successivamente ai Conti di Cocconato; in seguito il territorio di Aramengo
venne diviso tra i Marchesi di Monferrato, il vescovo di Vercelli ed altri
feudatari, fra i quali i Conti Balbiano.
Tornò quindi ai Radicati, nel 1505, per investitura dei Savoia: questa nobile
famiglia ne avrebbe detenuto il possesso fino all'anno 1586.
In tale data l'intero feudo fu ceduto al Duca di Savoia Carlo Emanuele I.
L'abitato fu gravemente danneggiato attorno al 1704-1705: le truppe francesi
infatti, impegnate nell'assedio della fortezza di Verrua Savoia, inflissero gravi
danni anche all'abitato di Aramengo.
Ultimi feudatari furono i Conti Morelli; in particolare, un membro della famiglia,
il Conte Francesco (1761-1841), fu scrittore e distinto poeta satirico;
amico dell'Alfieri, era intendente e membro dei Collegio di Scienze e Lettere
nell'Università torinese.