Arignano

ARIGNANO

Paese del basso Monferrato situato a 321 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Torino, si sviluppa su di una superficie di 820 ettari ed ha una popolazione di circa 770 abitanti.
L’ abitato é situato su di una piccola altura che degrada verso la piana di Poirino – Carmagnola, al confine tra la collina torinese ed il Monferrato.
- Storia -
La storia di Arignano ha analogie con quella di numerosi altri centri del Chierese: pur in assenza di fonti scritte c’è da pensare che i primi insediamenti sul suo territorio siano stati quelli di ceppo celtico, cui in seguito subentrarono i Romani.
La presenza romana è testimoniata da scarsi ritrovamenti archeologici, e da tracce della centuriazione, cioè della divisione del territorio secondo una rete a maglie quadrate che delimitava gli appezzamenti di terreno da assegnare ai coloni.
L’esordio “ufficiale” di Arignano nella storia si ha poco prima dell’anno Mille: Alegnanum è tra i centri per i quali l’imperatore Ottone III riconosce la supremazia del vescovo di Torino Amizone.
In seguito, Arignano passò dal dominio diretto del vescovo alla giurisdizione dei canonici torinesi di San Salvatore e, dal ‘200 in poi, entrò nell’orbita chierese.
La medaglia ebbe un inevitabile rovescio: la protezione del potente vicino aumentò l’importanza e la sicurezza del paese, ma lo trascinò nella guerra tra i Savoia e il marchese del Monferrato. Arignano venne cinta d’assedio dalle truppe del mercenario Facino Cane, che nel 1394 ne conquistò il castello.
Al ritorno della pace, nel 1407 i Savoia assegnarono il castello di Arignano a Luigi Costa di Albussano: entra così in scena una famiglia da cui il paese dipenderà per oltre quattro secoli.
I Costa, in seguito, si divideranno in due rami: i Costa della Trinità e i Costa di Arignano.
Il loro controllo sul territorio fu attento, tanto che nei due secoli successivi non ci sono molte notizie che riguardino il paese, avviato sempre più a diventare un grosso borgo agricolo. E’ il caso di dire “nessuna nuova, buona nuova”, dal momento che altrove ci furono guerre, invasioni, epidemie: Arignano, invece, fu persino immune dalla peste del 1630 (anche se, come annotano i registri parrocchiali, ebbe almeno un morto per il contagio).
I Costa continuarono a essere i protagonisti della storia locale. La linea dei Costa di Arignano si estinse però nel 1690, e il feudo passò ai Costa della Trinità. Questi, però, si trasferirono a Torino, e il legame col paese si limitò alla riscossione degli affitti dei fondi dati in gestione, e al soggiorno di un paio di mesi durante il periodo estivo. La realizzazione più evidente e duratura dei Costa fu la diga in terra battuta che fece nascere il Lago di Arignano: svuotato qualche decina d’anni fa per ragioni di sicurezza, l’invaso è ora destinato a essere ripristinato.
La storia del paese, nel ‘900, risente in modo piuttosto marginale dei grandi eventi nazionali e internazionali. Arignanesi combattono in Libia, e poi nella Grande guerra e nella seconda Guerra mondiale, con numerosi caduti.
Il paese riceve la luce elettrica nel 1914; nel 1923 venne fondato il Fascio di Arignano. Nel secondo dopoguerra, il paese vide mutare la sua economia con lo spostamento di numerosi addetti dall’agricoltura all’industria.
Significativo fu anche il programma delle opere pubbliche, con gli allacciamenti ad acquedotto e metanodotto, l’asfaltatura di strade, la costruzione del nuovo municipio e dell’asilo, e la nascita di una piccola area industriale.

Enrico Bassignana

Immagini più rappresentative di Arignano


Il panorama, visto dal cimitero


Una vista tra Chiesa e Castello

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