Marentino

MARENTINO

Paese del basso Monferrato situato a 383 metri di altezza sul livello del mare, in provincia di Torino, si sviluppa su di una superficie di 1130 ettari ed ha una popolazione di circa 1000 abitanti.
L’ abitato é situato su di un lungo crinale al confine tra la collina torinese ed il Monferrato.
- Storia -
E’ probabile che l’abitato di Marentino sia anteriore alla conquista romana: una affermazione valida per molti centri del Chierese, ma purtroppo non suffragata da fonti certe. Anche dell’epoca romana, peraltro, non si hanno documenti sicuri: ci sono toponimi riferibili a quell’epoca, limitati resti archeologici, tracce della centuriazione (la griglia a maglie quadrate che delimitava gli appezzamenti da assegnare ai coloni).
Il primo documento certo che parli di Marentino (e di Avuglione, oggi frazione del paese) risale al 1034, e registra una permuta di territori tra l’abbazia di Nonantola e il conte Guido di Pombia: è probabile che all’epoca il centro abitato fosse nei pressi dell’attuale cimitero, dove oggi si trova la cappella di Santa Maria dei Morti.
Nel ‘200 Marentino entrò nell’orbita chierese, e circa duecento anni dopo fu suo malgrado coinvolta nella guerra tra i Savoia e il marchese del Monferrato: il capitano di ventura Facino Cane conquistò prima Vernone, poi Avuglione e infine Marentino, imponendo pesanti riscatti alla popolazione.
Il ‘500 fu segnato da gravi instabilità: epidemie, scorrerie di soldataglie, addirittura una invasione di cavallette . Nel ‘600, quando la situazione politica pareva essersi stabilizzata, è la peste ad affacciarsi in paese, portata da alcuni nobili chieresi che cercavano luoghi sicuri. A Marentino i morti furono parecchi, mentre Avuglione e Vernone ne furono indenni perché posero delle guardie ai loro confini con l’ordine di respingere tutti i forestieri.
L’astro napoleonico tramontò e poi scomparve, ma la tranquilla Marentino ne fu coinvolta solo marginalmente: nel 1799 un plotone di austriaci invase il paese, abbattè l’Albero della Libertà (un palo decorato dai simboli rivoluzionari), poi si diede al saccheggio.
Quando i Savoia tornarono al potere, anche i marentinesi vennero coinvolti nelle guerre d’Indipendenza: si ha memoria di Luigi Pavesio, che ricevette due medaglie al valor militare per l’eroismo dimostrato nella battaglia di Novara (1849).
L’agricoltura, come in passato, era l’asse portante dell’economia locale: agricoltura di collina, però, resa più difficile dalla scarsità di terreni pianeggianti e dalla carenza d’acqua da destinare all’irrigazione.
Il Novecento, però, portò le prime ventate del progresso: il segnale più evidente fu, nel 1914, l’arrivo dell’illuminazione elettrica. Il nuovo secolo, purtroppo, vide anche le due Guerre mondiali, e anche Marentino pagò un elevato prezzo di sangue, contando numerosi Caduti. Fin qui, parlando di Marentino, si è inteso parlare del territorio secondo l’attuale ordinamento amministrativo, che include anche le frazioni di Avuglione e Vernone. Avuglione, in realtà, era Comune a sé stante: da cui dipendeva anche Vernone: l’accorpamento, registrato sulla Gazzetta Ufficiale, avvenne alla fine del 1927. Nel secondo dopoguerra ci furono blandi tentativi degli avuglionesi per… riacquistare l’indipendenza, ma le loro aspirazioni si infransero contro insormontabili difficoltà finanziarie.
Marentino si ritagliò uno spazio anche nella storia della Liberazione: qui si concentrarono i gruppi partigiani che il 19 aprile attaccarono e liberarono Chieri, come “prova generale” per la liberazione di Torino.
Il dopoguerra fu segnato dall’abbandono dell’agricoltura, da numerose opere pubbliche e, in tempi più recenti, da una contenuta espansione edilizia alimentata da famiglie che hanno lasciato l’area metropolitana. Per decenni, inoltre, il castello di Monplaisir ha ospitato corsi di formazione e incontri d’alto livello della Fiat: l’avvocato Gianni Agnelli era quasi di casa, a Marentino, e con lui numerosi altri personaggi di fama internazionale.

Enrico Bassignana

Immagini più rappresentative di Marentino


Il panorama, dalla valle sottostante


Parrocchia, da notare il restauro della base


Chiesetta romanica dell' Assunta, nel cimitero di Marentino


Il castello di Vernone, ora casa di riposo


Il ponte levatoio del castello di Vernone

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