Nuova mobilità: cosa ci aspetta nel presente e nel futuro

17 Ago di Becky Bryant

Nuova mobilità: cosa ci aspetta nel presente e nel futuro

Il mondo dell’auto è ad un bivio: rinnovare per innovare e sopravvivere, oppure perdere gradualmente rilevanza, a favore di mezzi di spostamento più ecologici, più smart e meno costosi.

Le sfide che il comparto auto deve affrontare sono molte e hanno dato luogo ad un nuovo modo di concepire il futuro delle quattro ruote, quella rivoluzione della new mobility che dovrà per forza di cose affrontare i nodi che impediscono all’auto di proiettarsi saldamente verso il futuro.

Analizzeremo in breve quelle che sono le principali criticità del settore auto di oggi, certi di poter offrire ai nostri lettori degli interessanti spunti proprio sul futuro dell’auto, un futuro che dovrà essere segnato, come non mai, proprio dalla possibilità di cambiare prospettiva e di cambiare modo di essere.

Consumi: non è più soltanto una questione di denaro

La questione consumi è stata per anni cruciale soltanto in quei paesi – tipicamente quelli europei – dove l’impatto del costo del carburante è notevole sul bilancio della famiglia. Per anni ce ne siamo preoccupati, per intenderci, soltanto in Italia e in pochi altri paesi, avendo sempre il portafoglio come obiettivo principale.

Oggi le cose sono radicalmente cambiate: la spesa pro-capite per benzina e per diesel non può più essere al centro di questa problematica, perché è arrivata prepotentemente ad occupare lo spazio della discussione la questione che riguarda il pianeta e il suo futuro.

Abbattere i consumi vuol dire dunque abbattere principalmente le emissioni, una questione divenuta di vita o di morte per il pianeta e per ogni forma di vita che lo abita. Si è fatto già molto in questo senso: le propulsioni maggiormente inquinanti vedono scendere le loro quote di mercato e si fa largo l’elettrico.

Ma non basta: lo sforzo deve essere sicuramente più grande e soprattutto dovrà interessante anche aziende trasversali al settore auto, come quelle del settore energetico.

Guida autonoma: anche qui più necessità che comodità

È vero che la guida autonoma ci libera da uno degli inconvenienti (per molti) peggiori del possedere un’auto. Questo però non vuol dire che siano le nostre necessità impellenti a dover governare questa rivoluzione. Perché appunto siamo davanti ad un cambio di paradigma che può aiutare a rendere molto più sicure le nostre strade.

Investire oggi in guida autonoma vuol dire impattare in modo concreto sull’enorme numero di morti e feriti sulle strade – che pur in riduzione sono ancora troppi. Ci si può lavorare anche senza un sistema completo di guida autonoma: i sistemi tecnologici di assistenza alla guida hanno fatto già moltissimo in questo senso e sono letteralmente pronti a regalare esperienze di trasporto futuribili e più sicure.

New mobility vuol dire ripensare tutto – e pensarlo meglio

Non ci saranno limiti all’applicazione di questa nuova filosofia, filosofia però non teorica, ma pratica e con impatto immediato sui veicoli di prossima produzione. Perché se è vero che il pianeta ha bisogno di mezzi di locomozione, è altrettanto vero che questi devono ragionare nell’ottica di creare il minimo impatto possibile, ad ogni livello.

Perché il prezzo che è stato pagato per le auto oggi è ancora troppo alto, sia in termini di vite, sia in termini di sicurezza e di futuro del pianeta.